
I giovani ,che dovrebbero essere il centro propulsore della nostra società sono sempre più assenti .. mi sorprendono di giorno in giorno.. osservo i miei coetanei e mi rendo conto che vi sono i giovani furbi che approfittano delle situazioni per trarne vantaggio senza avere cura di agire in modo responsabile e soprattutto corretto e rispettoso.. e poi ci sono i giovani che non sono capaci di capire dove stanno andando o quali siano le conseguenze delle loro scelte .. vanno avanti utilizzando al minimo le proprie capacità senza fare alcuno sforzo per migliorarsi.. la maggior parte di costoro non ha mai lottato per qualcosa e la mancanza di passione produce sempre un risultato negativo .. nelle università di oggi la passione per le cose non viene considerata tra i requisiti minimi che uno studente deve possedere… è sufficiente rientrare in una delle due categorie suddette per essere ben accetti e per andare avanti con risultati che non corrispondono alla reale situazione di ciascuno.. così vengono formati giovani che, mancanti di passione e di voglia di fare,costruiranno una società basata sulla prevaricazione fine a se stessa e sulla convinzione che nella vita si possano avere solo due possibilità : prevaricatori o sfruttati ( anzi direi usati xkè incapaci di pensare con il proprio cervello). IO voglio una terza possibilità: contribuire affinchè la società possa rispecchiarmi ..una società senza mezze misure , senza compromessi , senza favoritismi,con più energia,dedizione, passione, impegno, maturità e responsabilità.. creare una classe dirigente differente da quella che di questo passo gli "educatori"(scuole, famiglie, mass media ,politici,amministratori, università)stanno rischiando di costruire...
aequitas
da "la Repubblica":
Solo pochi giorni fa l'ultima rilevazione del Ministero su precari e supplenti
Solo la "gande migrazione" permette di coprire le esigenze del Centro-Nord
Bossi attacca gli insegnanti del Sud ma senza di loro la scuola "del Nord" non potrebbe neppure funzionare. Basta guardare gli ultimi numeri pubblicati dal ministero dell'Istruzione proprio pochissimi giorni fa sui precari per rendersene conto.
Questa mattina, al congresso della Liga Veneta-Lega Nord, la provocazione di Bossi. Prima chiede la riforma del federalismo e successivamente invoca quella della scuola prendendo a pesci in faccia gli insegnanti meridionali. E' ora di dire basta "al far martoriare i nostri figli da gente che non viene dal Nord", dice il leader lumbard che spiega: "Un nostro ragazzo è stato 'bastonato' agli esami perché aveva portato una tesina su Carlo Cattaneo". Poi chiama al suo fianco la parlamentare leghista, Paola Goisis, della commissione Cultura della Camera, che rincara la dose: "Gli studenti italiani sanno tutti i sette re di Roma ma non sanno neppure un nome di un doge della Repubblica Serenissima".
Quanti siano i docenti meridionali di ruolo che attualmente insegnano al Nord non si sa ed è difficile calcolarlo. Ma dall'ultima pubblicazione sulle graduatorie dei precari (Graduatorie ad esaurimento) si sa che 29 mila docenti "residenti in province meridionali" hanno optato per graduatorie provinciali di città "del Centro-Nord", che in tutto contano 70 mila precari. Al Sud i numeri sono completamente diversi: 160 mila iscritti nelle graduatorie dei precari su un totale di 230 mila disposti a lavorare come supplenti. Di contro, gli iscritti in graduatorie del Sud residenti in province settentrionali sono appena 412.
Senza i 29 mila "terroni" alla ricerca di un posto di lavoro, anche precario, al Centro-Nord rimarrebbero appena 41 mila docenti con le carte in regola (forniti cioè di abilitazione all'insegnamento tramite concorso o appena usciti da una Scuola di specializzazione all'insegnamento secondario) per andare in cattedra e coprire i posti vacanti o momentaneamente liberi per assenza del titolare. Delle 25 mila assunzioni varate dal governo Berlusconi, 17 mila andranno alle regioni del Nord. Secondo fonti ministeriali, il prossimo settembre rimarranno vacanti al Nord più di 30 mila cattedre che i 41mila prof "del Nord" farebbero fatica a coprire. Perché occorre trovare docenti per le 78 mila supplenze conferite solo al Centro-Nord nel 2007/2008. Come farebbe la scuola nelle regioni settentrionali senza i vilipesi docenti meridionali?
Gli studenti delle scuole settentrionali si dovrebbero "accontentare" di seguire le lezioni impartite da neolaureati o studenti universitari, senza nessuna esperienza ma di "nascita garantita", che con la scuola e l'insegnamento non hanno mai avuto a che fare.
A quest'ultima trovata del nostro emerito rappresentante si potrebbe reagire in molteplici modi ...vi è una reazione meramente populistica che attiene semplicemente alla provocazione nuda e cruda senza indagare sul contesto in cui la provocazione si muove che è ben più vergognoso della provocazione stessa... l'altra reazione invece produce nel siciliano medio una sorta di rassegnazione e lo porta a pensare che in realtà questo calpestare gli altri a prescindere abbia una giustificazione e ci sia un fondo di verità ..io propongo una terza reazione : è necessario scavare in fondo e interpretare le ragioni del loro disprezzo: a parte la palese xenofobia , questi nostri rappresentanti non amano essere usati .. ebbene gli insegnanti che lavorano per poco tempo al nord( la Gelmini li ha denominati "insegnanti in trasferta") per poi tornare qua giù, per i civili del nord non hanno alcuna utilità anzi in tal modo sono loro a sentirsi sfruttati da questi poveracci del sud ... e considerato che il ruolo degli sfruttatori è di loro competenza( basti pensare ai numerosi call center sparsi in Sicilia che sfruttano la manodopera a basso costo che i siciliani offrono con un bel sorriso stampato in faccia ,fieri di lavorare per un'azienda del nord ) non appena i ruoli si invertono loro si arrabbiano e chiudono la dogana!!! noi siciliani non ci rendiamo conto che quella civiltà apparente del nord è solo una facciata che a mio avviso nasconde parecchia gente senza scrupoli che quotidianamente calpesta, con tali atteggiamenti, la dignità umana..(sacra e inviolabile) è vero noi siciliani abbiamo un tono di voce più alto, un accento più marcato, un modo di fare talvolta discutibile, ma taluni personaggetti di questo tanto agoniato nord, nonostante le apparenze,nelle relazioni sociali mostrano una mancanza di rispetto che mi stupisce di volta in volta..vorrei che i siciliani si rendessero conto che noi a loro purtroppo serviamo e che la maggior parte della loro produttività è stata pagata col sudore di gente del sud!!!

by aequitas
da laRepubblica:
Bloccato l'ingresso dei rifiuti nel sito più importante della Sicilia.
Debiti da 90 milioni di euro degli enti locali verso la società Oikos
Catania, chiude la discarica i comuni non pagano
CATANIA - I comuni non pagano e chiude la più importante discarica della Sicilia. L'ingresso dei rifiuti al sito di contrada Tiritì a Motta Sant'Anastasia nel catanese, è stato bloccato questa mattina perchè i comuni non versano da tempo le quote previste per lo smaltimento della loro spazzatura. La società proprietaria Oikos, infatti, vanta crediti per 90 milioni di euro nei confronti degli enti locali.
Sono in corso le proteste dei sindaci di molti comuni ed è stato convocato un vertice in prefettura nel capoluogo siciliano. La discarica accoglieva la spazzatura di Siracusa, Caltanissetta e di 19 Comuni dell'Ato Catania 3 che si estende nella fascia pedemontana dell'Etna.
Alla notizia della chiusura sono seguite numerose disponibilità a provvedere in parte a saldare il debito. La società Serit, che gestisce la riscossione dei tributi in Sicilia, ha dato la disponibilità ad anticipare somme per 40 milioni che sono state però ritenute insufficienti, mentre i sindaci di tre comuni (Mascalucia, Camporotondo Etneo e Belpasso) sono pronti a versare le loro quote alla società, che ha pertanto autorizzato l'ingresso in discarica solo dei mezzi provenienti da questi comuni.
In Sicilia aspettvamo l'emergenza ed eccola quà ...giunta in perfetto orario ha sollevato qualche dubbio sulla efficenza dei rappresentanti che gran parte degli elettori paternesi ha votato con tanto entusiamo...gli enti locali non pagano e la discarica chiude.. mi chiedo come sia possibile che gli enti locali non abbiano le somme di danaro necessarie per coprire i loro debiti .. misteri.. intanto a Paternò tutto tace ... si assiste ad uno spettacolo indecente : montagne di spazzatura accatastate per le strade e di certo le alte temperature non aiutano...ma a Paternò ci si occupa di situazioni ben più rilevanti: il consiglio comunale, approvando il bilancio , non ha stanziato fondi per la importantissima manifestazione del baby sindaco ... adesso come si fa a dirlo alle scuole che negli anni vi hanno preso parte: che situazione incresciosa!!!In ogni caso non dobbiamo preoccuparci tanto Silvio ha risolto il problema in Campania.. risolverà anche questo : Berlusconi illusionista: -"Ho mantenuto la promessa di ripulire Napoli e la Campania dai rifiuti.Siamo orgogliosi e felici di aver compiuto la missione. Investigheremo poi sulle responsabilita'" che hanno portato all'emergenza rifiuti in Campania: "Ora quest'emergenza e' finita, completeremo il piano lavorando anche il sabato e la domenica". Silvio Berlusconi, al termine del Consiglio dei ministri nel capoluogo campano convoca una conferenza stampa per ribadire che la regione e' stata ripulita dall'immondizia e che ora si andranno a cercare i 'colpevoli' che hanno causato "il disastro".
...e intanto oggi 21 luglio:
RIFIUTI: SINDACO DI PATERNO' IN MUTANDE, IN SICILIA RISCHIAMO IL CASO CAMPANIA

Oggi l'italiano medio stenta a stupirsi o provare risentimento.. è ormai avezzo all'inpunità .. i mass media e gli avvenimenti sussegutisi in questi ultimi anni hanno provocato un' assuefazione totale che produce rassegnazione e scoraggia ogni impeto e ogni reazione... cosi si concepisce come normale il massacro della Diaz ( Genova 2001) e dei carnefici ( servitori dello Stato) si evita di parlarne e di ..punirli.... cosi si conceppisce come normale il decreto sulla sicurezza perchè in taluni casi la xenofobia è necessaria.. così i più (e non solo i diretti interessati) continuano a votare un uomo che ,non soggetto alle leggi , può governare meglio... la gente è cosciente di tutto ciò tuttavia preferisce "lui" agli altri e in effetti solo lui può regalarci un sorriso ogni qualvolta proferisca parola e noi italiani.. si sa amiamo ridere e divertirci quindi Silvio affonda le tue mani sui nostri soldi e calpesta i nostri diritti ..siamo con te!!

aequitas
"Pensa se vivessi in un paese dove nell'università più prestigiosa, esiste un comitato che si premura di leggere i libri pubblicati ogni anno e censura quelli che non gli girano.. pensa se vivessi in un paese che si chiama repubblica democratica e da ventisei anni il presidente è rimasto sempre lo stesso .. pensa se vivessi in un paese dove durante le elezioni per la carica presidenziale arrivano pulmini dalla campagna e decine di contadini ricevono una banconota zozza per entrare nel seggio e votare il nome che gli dicono di votare .. pensa se vivessi in un paese dove ogni volta che chiami un taxi quello si ferma , aspetta che tu gli dica dove vuoi andare e poi ci pensa su e decide se ha voglia di portarti in quel posto opurre di dirti no, attaccati al tram... pensa se vivessi in un paese dove le ragazze vanno in giro con il velo in testa, poi la sera entrano in un locale , se lo levano, ballano scatenate , e uscendo se lo rimettono..pensa se vivessi in un paesedove non esiste una classe media , zero, al punto che o vivi con 100mila lire al mese o con 10 milioni...pensa se vivessi in un pese dove le parole scorrono inascoltate , le proteste languono , l'inerzia è il lubrificante perenne del meccanismo che regola la vita di tutti.. pensa se vivessi in un paese dove i professori insegnano male , svogliatamente perchè sottopagati , e poi corrono a casa , ammassano 20 studenti in una stanza e danno loro lezioni private .. e pensa se non vivessi in quel paese, ma fosse il paese dei tuoi genitori e il paese che ti da i qualche modo la cittadinanza.. benvenuti in Egitto.."
( Randa Ghazy _ "oggi forse non ammazzo nessuno")
by aequitas
Gentile Ministro,
perdoni se ho l’ardire di rivolgermi a Lei in questo momento così impegnativo per il governo in preda ad un parossismo decisionale che possa consegnarlo alla storia come merita, Le chiedo solo di leggere questa lettera che non sottrarrà più di cinque minuti al Suo indice di produttività.
Le racconto in breve la mia storia: sono una dipendente di un istituto di previdenza da più di dieci anni in servizio effettivo, mamma di due bambine e vivo in una città del profondo Sud. Appartengo anch’io a quella schiera di impiegati da Lei etichettati “fannulloni” non perché intendesse offenderci, questo lo capisco bene, ma semplicemente per fare capire in maniera immediata quale era il problema (un po’ come dire se io ripetessi in questa sede quel che di Berlusconi ha detto Di Pietro, anche in quel caso non per offendere, questo è ovvio, ma per far capire dove sta il problema).
Signor Ministro le scrivo per raccontarle, attraverso la mia vicenda, quella di milioni di altre mamme-impiegate affinché Lei, che per altri versi è così sensibile ai problemi della gente si renda conto della realtà in cui viviamo noi “fannulloni” (perdoni l’abuso del termine, il fine è sempre quello della comprensione). Io, come altre mie colleghe, da brava fannullona, mi alzo ogni mattina alla ore 6 a.m. e dopo aver fatto colazione e aver preparato le mie bambine di 4 e 6 anni esco di casa con le suddette bambine entro le 7.00, perché vede, io abito fuori città e per arrivare al lavoro devo uscire di casa molto presto. Dopo aver timbrato, solitamente alle 7.30, comincio la mia giornata lavorativa: il mio lavoro è ripetitivo ma l’utilità sociale che è insita nel predisporre le pensioni per chi (beato lui) ha maturato i requisiti e fare in modo che ne possa godere senza ritardi, pensi lei mi fa sentire utile. Da brava fannullona sforno decreti di pensione a tutto spiano affinché non debba sentire nessuno venir da me a dire “e iu comu mangiu”, affinché a fine mese possa percepire il mio stipendio pensando di essermelo più che guadagnato.
Negli anni la sede in cui lavoro si è svuotata di personale che è andato in pensione e non è stato sostituito da nessuno, pertanto più e più volte ho visto il mio carico di lavoro aumentare, ma a fronte dell’acquisizione di nuove e complesse competenze mi si continua a dire che siamo in esubero, che bisogna ridurre l’organico e lavorare di più: ma com’è possibile? Me lo chiedo ma nessuno mi risponde. Intanto l’arretrato avanza e quando qualcuno di noi comunica che presto andrà in pensione tutti ci guardiamo in faccia e ci chiediamo di quanto la redistribuzione del lavoro che consegue a ciascun pensionamento inciderà sul nostro carico di lavoro. E poi nessuno si spiega perché mai ci sia tanto arretrato, sarà che la matematica è un’opinione. Malgrado tutte le suddette difficoltà continuo a lavorare con quel senso del dovere che mi ha trasmesso mio padre e dal quale non posso prescindere.
Pensi lei, signor Ministro, ogni giorno mi illudo di aver lavorato bene, e nel mio piccolo, di essere stata utile a qualcuno compiendo il mio dovere con la serietà e la professionalità che negli anni ho acquisito. Questo mi consente di guardarmi allo specchio ogni mattina e di non vergognarmi di essere un impiegato pubblico, come lei ha di recente sostenuto che molti di noi fanno, ma anzi di essere orgogliosa. Ma ultimamente qualcosa è cambiato, sa Signor Ministro, comincio a sentirmi demotivata: a che serve che io lavori così tanto se poi comunque di me si dirà sempre che appartengo alla schiera dei “fannulloni”?: la tentazione di incrociare la braccia è forte, molto forte.
L’opinione pubblica, adeguatamente manipolata da una campagna mediatica diffamatoria e parziale, non è con me, ma contro di me, e non è facile far capire alla gente. Quel che è facile, invece, è cavalcare l’onda del malcontento della gente e indirizzare la folla a puntare contro il “mostro” di turno, pubblico impiegato o rom o sinti che sia. Puntare sul malcontento porta sempre tanto consenso, questa non è una novità, è facile, infatti, dire che le cose non funzionano, su questo siamo tutti d’accordo e pronti a battere le mani, ma, ahimè, non è riducendo i salari che si rende più efficiente la PA (altrimenti lo avrebbero già fatto da tempo), né privatizzando quelli che oggi sono dei servizi che nascono da diritti per i quali si è a lungo lottato, così come non è riducendo la retribuzione di chi si ammala (non occorre che io Lei ricordi, con gli adeguati scongiuri, quanto sia diffuso il cancro) che disincentiviamo l’assenteismo ma è piuttosto intensificando i controlli che facilmente si distinguerà il “falso” malato da quello vero, perché purtroppo, nessuno sceglie di ammalarsi e non è giusto accanirsi con chi già non ha abbastanza soldi per curarsi. Tutto questo lede la dignità del malato, del pubblico impiegato, attualmente indicato a “dito”, ma soprattutto lede la dignità della persona in quanto tale.
Le dirò signor Ministro, anziché carnefice come impiegato pubblico e vittima come cittadino, oggi mi sento più volte vittima: come cittadina, come lavoratrice, come mamma, come italiana. Però, quel che è giusto è giusto, bisogna riconoscere che questo governo ha alleggerito la pressione fiscale, si, infatti, sappiamo tutti cosa ha fatto: ha tolto l’ICI. Certo, nel mio caso, sarebbe stato meglio che anziché togliere l’ICI avesse evitato di toccare il mio salario. Infatti, io di ICI, io, che non ho una villa ma solo una casa di prima abitazione in un comune in periferia (con il mio stipendio, infatti, non potrò mai permettermi una casa in centro: è già tanto se mi riesce di finire di pagare questa) e dunque ho sempre usufruito di sgravi, non ho mai pagato più di € 60 euro all’anno. Grazie signor Ministro: quest’anno sul mio bilancio, a fronte di sessanta euro di risparmio fiscale avrò qualcosa come 5.000 euro di meno sull’importo di stipendio annuo. Non Le dico come sono contenta!
Adesso Lei si chiederà perché non sono contenta, e perché mai sulla mia fronte si sia disegnata quella ruga, mah non so, sarà che i fannulloni di oggi sono un po’ più complicati di quelli del passato. L’autunno si preannuncia caldo ma pieno di nembi all’orizzonte, la lotta sarà dura ma, Le dirò, Signor Ministro, non demorderò facilmente se non altro perché mia figlia, interrogata sulla professione della madre, non abbia da vergognarsi a dire che è un’impiegata pubblica e non si debba vergognare una seconda volta a dire che in famiglia non si arriva alla fine del mese anche perché, in previsione del futuro, sto cercando di spiegarle che povertà non è vergogna ma, invece, corruzione, tangenti, peculato, immoralità (tutti termini che la classe politica ben conosce) queste sì che sono vergogne.
Fannullona INPDAP