sabato, 21 giugno 2008

CSM: SOSPENSIONE PROCESSI E' INCOSTITUZIONALE: ROMA - Può essere incostituzionale la norma che sospende i processi puniti con la reclusione fino a dieci anni. A sostenerlo è il Csm nella bozza del parere che sta mettendo a punto la Sesta Commissione di Palazzo dei Marescialli. Il testo, che sarà discusso lunedì dalla Commissione, sottolinea la "potenziale incompatibilità" della norma con l'art.111 della Costituzione, e cioé con la ragionevole durata del processo, e con l'art.3, e cioé con il principio dell'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge.
Ma non è questo il solo problema di ordine costituzionale: una materia così importante - avvertono i relatori Fabio Roia e Livio Pepino - non può essere affrontata con lo strumento del decreto legge; e oltretutto è completamente estranea al tema del provvedimento, che è tutto dedicato alla sicurezza. Le critiche di Palazzo dei Marescialli non si fermano qui: il riferimento temporale scelto per la sospensione dei processi (relativi ai reati commessi fino a giugno del 2002) "non ha alcun appiglio logico". Avrebbe avuto invece un senso - suggeriscono i consiglieri - sospendere i processi coperti dall'indulto e perciò destinati ad essere inutilmente celebrati. Ma non è ancora tutto: l'Europa, che ha già messo sotto accusa la giustizia italiana per la sua lentezza, non capirebbe - sottolinea ancora Palazzo dei Marescialli - le ragioni di questa scelta, destinata ad allungare ancora i tempi dei processi."

24 giugno2008 :

"Blocca processi, sì del Senato Pd: testo su misura per premier
L'Anm apre sull'immunità a tempo "

Il governo incassa il primo sì dal Senato al decreto sulla sicurezza che blocca per un anno i processi per i reati meno gravi con meno di 10 anni di reclusisone commessi entro il 30 giugno 2002. Il decreto va alla Camera per la conversione in legge. Senza nessuna sorpresa i senatori hanno approvato il provvedimento con 166 sì, 123 no ed 1 astenuto, Francesco Cossiga. A favore hanno votato i gruppi del Pdl, Lega Nord, Mpa. No da Pd, Udc, Idv.
La protesta dell'Idv "Il ritorno del caimano", "Il caimano è tornato", "Vergogna" e, infine, citazione da Fabrizio De Andrè, "Anche se vi credete assolti siete coinvolti"
. I senatori dell'Italia dei valori hanno accolto con questi cartelli di protesta, esposti nell'aula di Palazzo Madama, l'approvazione del decreto legge sulla sicurezza, che contiene le norme sulla sospensione dei processi. Alla protesta dei senatori dell'Idv hanno risposto i cori provenienti dagli scranni della maggioranza: "Buffoni".  L'Italia dei valori ha già annunciato una manifestazione di protesta, in piazza Navona o direttamente davanti Montecitorio, nel momento in cui il decreto legge passerà all'esame della Camera."

Non c'è molto da stupirsi .. l'Italia vuole questo.. l'Italia vuole un leader che sia ricco( snche se a spese degli stessi italiani) , un leader che imponga la propria autorità( non dovendo sottostare a nessuno) , l'Italia vuole silvio xkè silvio è l'emblema dell'arroganza e della sfacciatagine e questo agli italiani piace ..x compendere ciò  è sufficiente fare qualche passo indietro e ricordare il   referendum che ha chiamato alle urne i cittadini al fine di scegliere tra Repubblica e Monarchia: la vittoria della Repubblica infatti non è stata così netta.. soprattutto in Sicilia.. quindi perchè ci lamentiamo??questo è il metodo con cui gli italiani vogliono essere governati ..quindi vai silvio !! gli italiani sono con te , sconfiggi i "giudici sovversivi" e annienta il sistema democratico!!!

by aequitas

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venerdì, 20 giugno 2008

MATURITA': GELMINI, SCUSE AGLI STUDENTI

ROMA - Non è finita con l'addio all'ispettrice Caterina Petruzzi, capo del team che elabora le tracce per l'esame di maturità la vicenda dell'errore nella traccia per il tema su Montale e le altre imprecisioni segnalate in altri testi forniti dal ministero dell'Istruzione ai maturandi. Si cercano ancora i responsabili per i quali, con una nota, si preannunciano "sanzioni". Ecco il testo del comunicato ministeriale: "Contestualmente alla nomina del nuovo presidente della struttura tecnica per gli esami di Stato, il professor Luciano Favini, il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca sta accertando le responsabilità dei dirigenti preposti all'elaborazione delle tracce d'esame al fine di adottare le opportune sanzioni".

 "E' necessario chiedere scusa agli studenti" lo ha dichiarato il ministro dell'Istruzione, dell'università e della ricerca, Mariastella Gelmini riferendosi agli errori riscontrati nelle tracce proposte per le prove scritte degli esami di maturità in corso. "Quanto è accaduto nella prova di italiano di ieri e anche in altre prove nella giornata di oggi - ha osservato il ministro - non è scusabile ed è inaccettabile".

Ieri intanto secondo giro di boa, con le seconde prove scritte, specifiche per ogni indirizzo. La maratona si chiudera' lunedi' con il cosiddetto 'quizzone', poi gli orali.

 

"viva l'inefficienza, viva l'ignoranza e la mancanza di preparazione": questo il monito che viene trasmesso alle nuove generazioni.. non ci resta che piangere .. piangere lacrime amare per quei pochi preparati che sono costretti a sopravvivere in una società che giorno dopo giorno annichilisce anche gli animi più laboriosi e volenterosi offrendo ben poche speranze di miglioramento ...

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martedì, 17 giugno 2008

.. e anche queste elezioni si sono concluse " in un certo modo"... nel modo in cui "dovevano" concludersi.. a Paternò vittoria schiacciante della destra.. ovviamenete come dicono loro dove la destra è unita nn c'è storia x la sinistra ...e poi  loro lavorano.. ah ah ah certo come lavorano loro non lavora nessuno ... tuttavia sono soddisfatta xchè il mio voto è sempre un voto d'opinione, un VOTO LIBERO  che si fonda sull'ascolto, sull'informazione e sulla conseguente formazione di un' opinione ... il voto deve essere la fase finale di un processo di informazione e di critica.. purtroppo quelli che " lavorano" non si rendono conto della qualità del loro voto.. x loro è sufficiente la quantità dei voti ...  è necessario che la gente riacquisti  la titolarità di tale  diritto negata  inconsapevolmente ad ogni elezione   e   traformata in strumento di facili ricatti ...

 

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sabato, 14 giugno 2008

Considerato che domani dovremmo esercitare il nostro diritto- dovere civico spolveriamo un po' di filosofia  risalendo alle origini della parola politica per riscoprirne il vero significato oggi completamente stravolto...

Politeia Per i greci, esso indica al tempo stesso il regime politico, il corpo civico e il diritto di cittadinanza, nozioni strettamente interconnesse: cittadino è colui che partecipa della politeía (come osserva Aristotele nella Politica, "il cittadino in senso assoluto non è definito da altro che dalla partecipazione alle funzioni di governo e alle cariche pubbliche"; il tipo di ordinamento politico si definisce in rapporto al numero e alla qualità di coloro che sono cittadini di pieno diritto; il nome dello stato coincide con quello dei cittadini.Politica(dal greco politikós) è quell'attività umana, che si esplica in una collettività, il cui fine ultimo - da attuarsi mediante la conquista e il mantenimento del potere - è incidere sulla distribuzione delle risorse materiali e immateriali, perseguendo l'interesse di un soggetto, sia esso un individuo o un gruppo. politica, secondo il filosofo Ateniese, significava l'amministrazione della "polis" per il bene di tutti, la determinazione di uno spazio pubblico al quale tutti i cittadini partecipano.Con il passare degli anni la politeia assunse, all'interno della polis, una sempre maggiore importanza: nel IV secolo a.C. Isocrate la definì come "anima della città" (psychè poleos) che ha nei confronti dei cittadini "la stessa forza che ha l'intelletto sul corpo. Governa su tutto, preserva i beni, evita gli insuccessi: da essa dipende tutto ciò che accade nella città" . L'originario principio aristocratico fa invece riferimento alla nascita o all'attività esercitata: a quest'ultimo sistema di valori può essere riferita la distinzione di Aristotele tra i cittadini «completi» e coloro che, essendo pur sempre cittadini, non possiedono la politik ossia i lavoratori manuali, come gli artigiani o operai, bánausoi, e i teti.

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venerdì, 13 giugno 2008

Sapete qual'è la verità??la verità è che non riusciamo più a stupirci, non riusciamo più a contare su una persona fidata ... se proviamo a fidarci veniamo sottoposti al giogo del più forte ..oggi è necessario essere senza scrupoli ,capaci di sfruttare il prossimo, fare profitto a qualunque costo e urlare ..si urlare .. se urli infatti al giorno d'oggi prima o poi qualcuno si convince che hai ragione .. troppa gente si fa spazio a forza di spintoni  e urla .. la presunzione è divenuta la regola e la tolleranza l'eccezione.. forse anche i pochi che amano parlare a bassa voce  cominciano a convincersi che è giusto urlare ... purtroppo troppa gente cieca popola il nostro pianeta... gente accecata dalla presunzione e dall'arroganza .. se solo questa gente si  stancasse  di sentire esclusivamente se stessa .. se rivolgesse  lo sguardo verso l'altro ..

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sabato, 07 giugno 2008

100 ANNI DI SOLITUDINE(Marquez)

"L'opera narra la storia di una famiglia, i Buendía, seguendone le vicende per sei generazioni, in un mitico villaggio sperduto tra le paludi: Macondo, che per molti aspetti ricalca il paese natale dello scrittore.
Dal fondatore del villaggio e capostipite della famiglia José Arcadio Buendía, si articolano eventi e personaggi che seguono itinerari circolari in un tempo "congelato" attraverso il quale milioni di piccole vicende si intrecciano ma dove tutto resta sostanzialmente invariato attorno a quel fulcro centrale che è il villaggio e la
vita che vi si conduce.
La ripetitività del
tempo e dei fatti è appunto il grande tema del romanzo, un tema in cui l'autore riconosce la caratteristica della vita colombiana e attraverso cui vediamo delinearsi altri elementi: l'utilizzo di un "realismo magico" che mostra un microcosmo arcano in cui la linea di demarcazione fra vivi e morti non è più così nitida e in cui ai vivi è dato il dono tragico della chiaroveggenza, il tutto con un messaggio cinicamente drammatico di fondo.
La solitudine del titolo è dunque la condizione di ogni
uomo all'interno di questo microcosmo: i vivi si agitano e combattono senza tuttavia muoversi da uno stesso punto e i morti ritornano sulla terra come sagome, così solitarie e affrante che finiscono per diventare amiche di quelli che erano stati in vita i loro peggiori nemici.
Il messaggio finale, che dà tutto il senso della
tragedia umana, mostra come infine tutte le vicende attraversate dai personaggi portino l'ultimo della stirpe a comprendere l'entità dell'incapacità di evolversi. Troppo tardi, perché nel momento stesso in cui egli arriva alla scoperta che ha valso cent'anni di solitudine, scatta la punizione "divina" sotto forma di un biblico vento che spazzerà via ogni traccia del villaggio, ormai quasi una cittadina, e dei suoi abitanti. Insomma, in definitiva la storia corale della famiglia Buendìa, affollato crocevia di speranze, desideri e sogni... una famiglia così densa ed impregnata di forti sentimenti ma così chiusa nelle sue effimere illusioni da sprofondare nella più sconsolante e più irrimediabile delle solitudini."

 ... spesso mi capita di sentirmi intrappolata dentro il mio MACONDO inteso a volte come il luogo in cui vivo , altre volte inteso come lo stato d'animo in cui sprofondo quando gli avvenimenti mi portano a credere che la storia si ripeta e per quanto un uomo possa lottare x affermare il proprio punto di vista ,qualunque sia il contesto in cui agisce , in realtà il cambiamento è marginale : quella piccola goccia infatti col tempo non riuscira' a trasformarsi in oceano xkè troppa gente (oggi più di ieri) che tende a bloccare ogni input di rivalsa e  di miglioramento.

La mia Macondo-Paternò  soffre di un male incurabile , i suoi abitanti sono affetti  da "bramosia di potere cronica".. tutti i coloro che si avvicinano alla politica, purtroppo  anche i più giovani,pretendono di raggiungere  una qualche poltrona ... come animali affamati  si affrontano e si sbranano tra loro per ottenerla  ..non ha  importanza  se il Paese cade in rovina, se la gente ha bisogno di cambiamenti, se è necessario produrre qualkosa di positivo e di culturalmente e socialmente impegnato ... loro devono raggiungere quella poltrona a tutti i costi .. anche a discapito della loro dignità ..chiusi nel loro guscio sentono solo se stessi e il loro ego, raggiunta la meta , si appaga ...fieri dell'esito della lotta ,  possono sprofondare in quella poltrona tanto ambita che li gratifica non per le responsabilità che comporta, ma solo perchè crea un distacco tra loro e coloro che non l'hanno raggiunta...

by aequitas

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venerdì, 06 giugno 2008

Un legame iscindibile, viscerale ci lega alla nostra terra .. mentiamo continuamente a noi stessi quando diciamo che , qualora indotti dalle circostanze ,saremo costretti a partire lasciando la nostra terra, non ne avvertiremmo il distacco.. a volte mi capita di provare fastidio  per il modo sbagliato con cui la mia terra viene amministrata e gestita.. ma non riesco mai a provare risentimento nei confronti della mia terra , del paesaggio che la contraddistingue, degli odori tipici,delle stradine ,della vista appena sveglia dell'etna e del castello  normanno ...il mio paese è pieno di meraviglie e bellezze  che aspettano di essere scoperte e valorizzate.. purtroppo ai più fa comodo questa situazione di stallo perchè è proprio  in questa situazione che possono affondare le loro avide mani unte  di bramosia per il potere e il profitto...l'altro giorno mi è stato chiesto se avrei fatto nascere mio figlio in questo paese.. non ho risposto... non ho la certezza che in questo periodo , in questa scoietà ,mettere al mondo un bambino per una madre sia scelta facile e non priva di responsabilità ,ma se dovessi farlo allora sceglierei la mia terra che, nonostante venga violentata giorno dopo giorno x mano di pinguini in giacca e cravatta avidi di potere , è parte di me ed è l'unico luogo in cui non mi sentirei una straniera ..

by aequitas

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