giovedì, 05 novembre 2009

Don Antonelli: Il posto della croce è solo la coscienza di chi crede

di don Aldo Antonelli

Non nelle aule del tribunale, là dove spesso vengono condannati gli innocenti ed assolti i delinquenti; né sulle vette dei monti e delle colline, deturpate dalla bulimia vorace di impresari senza scrupoli e amministratori conniventi; e nemmeno nelle aule scolastiche, là dove spesso si ricicla una cultura intrisa di violenza e di soprusi. No!

L’unico luogo in cui degnamente può stare una croce è un non luogo: è la coscienza del credente, là dove nascono e maturano quei comportamenti che fanno del cristiano, questo sì, il vero segno della di Lui presenza.

Lamentiamo e protestiamo contro quello che nei secoli è stato un vero e proprio trasloco abusivo da una testimonianza esistenziale interiore ad una invadenza superficiale esteriore.

Una croce ridotta a simbolo culturale costituisce, per la sensibilità del credente, una profanazione, uno svuotamento; mentre per molti politici ed altrettanti ecclesiastici diventa moneta di scambio per il consolidamento del loro potere.

Simbolo equivoco è diventata questa croce trasformata in spada, che invece di unire divide e che invece di proporsi si impone.

(4 novembre 2009)

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lunedì, 26 ottobre 2009

La coscienza dovrebbbe spingere l'uomo a migliorarsi e  riparare agli errori commessi... oggi assistiamo ad un degrado della figura dell'amministratore pubblico che, persegue i propri bisogni adagiandosi  nell'agio e nei privilegi , costruendosi il proprio castello, ergendosi al di sopra di tutti e di tutto, usando la legge come scudo per tutelare i propri interessi e credendo che amministrare la cosa pubblica significhi migliorare la propria condizione personale, evitando eventualemente di essere incrimanato qualora commetta qualche reato... tutto questo è inconcepibile in uno Stato democratico ... la gente chiede aiuto ma è da tempo che dall'altra parte non c'è nessuno ad ascoltarla... le istanze della popolazione vengono ignorate continuamente e i governanti, che dovrebbero limitarsi ad interpretare le esigenze comuni trasformandole in legge, non hanno alcuna intenzione di adempiere ai propri doveri... continua propaganda di riforme inutili rispetto ai  i veri interessi della gente, le imprese chiudono, i lavoratori perdono il posto di lavoro, l'universitario medio dopo anni di studio non vuole neanche pensare al suo futuro perchè sa che , nonostante i sacrifici ,il futuro per lui è troppo incerto... non si investe sui giovani ,nè sul lavoro, nè tantomeno sull'onestà dei tanti italiani che oramai progettano di lasciare l'Italia o nelle realtà locali come la mia pensano di lasciare il proprio paese , le proprie radici ...la sicilia, divenuta invivibile, in cui oramai è di gran moda appartenere a famiglie potenti - disoneste ,  quei pochi giovani che potrebbero essere liberi da qualsiasi vincolo con tale malcostume cercano di avere un qualche rapporto con i potenti per poter avere qualche garanzia ... la gente che dovrebbe sare zitta parla forte... non teme , non ha coscienza , non si pente delle barbarie e delle nefandezze compiute  ... la coscienza è morta ... Paternò non mi appartiene, la vedo così lontana da me ...questa è la delusione più grande che la mia terra potesse darmi...

aequitas

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lunedì, 19 ottobre 2009

Il potere offusca la mente , il potere logora  lentamente l'anima  e il cuore... ottenuto un pò di potere l'animo umano ne pretende ancora e poi ancora... acquisita una carica se ne cercano altre e poi altre e poi altre ancora ... stare su un piedistallo,sottomettere gli altri  al proprio dominio, guardare dall'alto accresce l'ego di ognuno...così ci si serve degli altri i quali percepiscono immediatamente l'autorità del personaggio sottomettendosi all'altrui volere...l'autorevolezza  invece sta nel "fare" senza pretendere che gli altri se ne accorgano, senza sperare di ottenere qualcosa in cambio ... fare  per gli altri senza alcun riconoscimento ...solo così  agli occhi degli altri si diviene autorevoli... oggi l'autorevolezza è in via di estinzione... in tutti gli amibiti della vita associata domina l'autoritarismo... ovvero  individualismo che ci condurrà  al NULLA...

 aequitas

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giovedì, 08 ottobre 2009

Ieri sera la Corte Costituzionale si è pronunciata  affermando la illegittimità costituzionale del lodo Alfano per violazione dell'art 138 della Costituzione e del principio di uguaglianza( art 3 Costituzione) ... inizialmente "fiducioso" nei confronti della Corte Costituzionale,non appena è stata dichiarata la illegittimità, il "sovrano" ha improvvisamente mutato proposito , sparando a zero contro organi costituzionali come la Corte Costituzionale e il presidente della Repubblica che rappresentano garanzia di libertà e uguaglianza tra i cittadini ... la decisione  permetterà la riapertura dei due processi a suo carico  e questo ha indisposto il sire che sarà costretto a cedere parte della sua superiorità ed "eccezionalità" per sottostare al giudizio di un comune mortale ... chissà cosa si inventerà ... il dato certo è che c'è ancora gente che lo difende a spada tratta nonostante la sua avversione... per la  democrazia  ...

aequitas

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venerdì, 11 settembre 2009

"Via la targa per Peppino Impastato"
Decisione shock del sindaco leghista
 

BERGAMO - Il nuovo sindaco leghista di Ponteranica, in provincia di Bergamo, ha fatto rimuovere ieri la targa voluta un anno e mezzo fa dal suo precedessore di centrosinistra per dedicare la biblioteca civica a Peppino Impastato, giovane siciliano ucciso dalla mafia nel 1978.
"Meglio onorare personalità locali". Cristiano Aldegani, primo cittadino del paese lombardo, motiva l'iniziativa con il desiderio di onorare personalità locali, suscitando, però, la reazione degli esponenti locali del Pd e dell'associazione antimafia Libera. "Sono polemiche pretestuose - ribatte il sindaco - fatte da persone in malafede. C'è addirittura chi mi accusa di essere pro-mafia, è assurdo".
Le reazioni. Il Pd: "Sconcertante". La rimozione della targa è "sconcertante" commenta Pina Picierno, responsabile "Legalità" del Partito democratico. Secondo l'ex ministro-ombra, la Lega "fa politica con paraocchi ideologico". Una politica che, a suo parere, è "intrisa di ideologia e di interessi localistici, che dividono e indeboliscono il Paese. Negare la memoria di un giovane ucciso dalla mafia non trova giustificazioni. La Lega si assuma le proprie responsabilità e sia coerente".
L'Idv: "Un gesto incivile". Si associa alle proteste anche il capogruppo dell'Idv alla Camera Massimo Donadi: "Rimuovere la targa è un gesto incivile, uno schiaffo alla memoria di chi ha combattuto contro la mafia a costo della propria vita. Siamo indignati da una decisione che offende la coscienza collettiva di tutta l'Italia perché la lotta contro il crimine non è una questione territoriale".
La precisazione del sindaco. Il sindaco, di contro, precisa che l'iniziativa della Giunta "non ha alcuna motivazione diversa" da quella di valorizzare personalità locali, come il sacerdote Giancarlo Baggi, al quale sarà presto ridedicata la biblioteca. A fine giugno, dieci giorni dopo le elezioni, c'era stato anche un incontro, che lo stesso Aldegani definisce "cordialissimo", con i rappresentanti locali di Libera. In quell'occasione si era parlato di un'eventuale manifestazione "riparatoria" dedicata ad Impastato. Tuttavia, oggi il sindaco fa un passo indietro spiegando che prima di riproporre l'idea della manifestazione dovrà sentire "la volontà della Giunta e della maggioranza".

Dopo aver letto questa notizia ,sgomenta e delusa ,mi chiedo cosa resti delle lotte, dei sacrifici per conquistare quelli che oggi sono i nostri diritti ,per liberarci dal giogo della subordinazione e della criminalità... in teoria dovrebbe rimanere la memoria ... in pratica forse non resta così tanto...  assisto ad un attegiamento nostalgico verso quei tempi in cui la gente lottava per conquistare qualcosa come se fosse storia vecchia ,passata, che non può ripetersi... dopo questo avvenimento forse si tenta di cancellarne pure il vago ricordo e riscrivere la storia ...

aequitas

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venerdì, 28 agosto 2009

c'era una volta il silenzio, c'era una volta la rassegnazione, c'era una volta un giovane e poi un altro e poi un altro ancora che decisero di ragionare da vecchi rassegnati e, come ostriche, di attaccarsi al loro personale scoglio, c'era una volta tanta gente volutamente pigra e distratta a cui , sotto i loro occhi inebediti, stavano sottraendo il futuro ... c'era una volta Paternò...

Lotta alla mafia. Se Maroni scioglie il paese di La Russa

di Carlo Puca e Domenico Calabrò

Eccolo lì profilarsi veloce sul ring mediatico l’ennesimo cruento round del match permanente tra Roberto Maroni e Ignazio La Russa. Un pasticciaccio brutto: lo scioglimento per infiltrazioni mafiose, più che possibile, del consiglio comunale di Paternò.
Cittadina catanese abitata da circa 50 mila persone, Paternò è insieme con Milano la patria politica del titolare della Difesa. Qui Ignazio La Russa è nato. Qui è nato il fratello, l’europarlamentare Romano. E qui ancora (rim)piangono il patriarca, Antonino, segretario fascista nel 1942, fondatore della prima sezione del Msi in Sicilia e senatore per un altro ventennio, quello che va dal 1972 al 1992. Lì vicino, poi, il ministro trascorre le vacanze. Per la precisione a Ragalna, sull’Etna, dove nel giugno 2003, ad amicizia ancora intatta, favorì la nomina ad assessore di Daniela Santanchè, passata alla cronaca paesana per un unico evento mondano: il “Paese delle stelle”.
Insomma, proprio nel paese dei La Russa, dove Ignazio è leader indiscusso, amato e lodato pure dagli sconosciuti, Maroni potrebbe far detonare una piccola bomba atomica. A indagare sulla presunta infiltrazione mafiosa di Paternò furono dapprima i carabinieri. I benemeriti riferiscono in un’aula di tribunale già il 3 settembre 2007, ai tempi del governo Prodi, cioè quando La Russa non era ancora alla Difesa e dunque ministro delegato all’Arma.

Secondo i carabinieri a Paternò si registra “il superamento della tradizionale figura del politico o dell’imprenditore colluso, ma allo stesso tempo estraneo”. Per loro, invece, “col chiaro scopo di superare ogni compiacente mediazione, la mafia aveva occupato direttamente una poltrona“. Il 28 novembre 2008, insieme con altre 23 persone, viene arrestato l’assessore ai Servizi sociali Carmelo Frisenna, il candidato più votato al consiglio comunale nelle elezioni del maggio 2007. Di conseguenza arriva in municipio la cosiddetta commissione d’accesso interforze, incaricata dal ministero dell’Interno di accertare (su richiesta dell’ormai ex prefetto di Catania Giovanni Finazzo) i termini della infiltrazione mafiosa. La commissione ha prodotto una relazione, letta da Panorama, che è stata trasmessa dalla prefettura a Maroni nella prima settimana di agosto, dopo quattro mesi di verifica degli atti. I commissari sono partiti dall’arresto di Frisenna, indicato nella relazione come elemento organico alla cosca Santapaola-Ercolano, per giungere alle insistenti “raccomandazioni” che per conto del clan sarebbero state rivolte ai vari uffici e allo stesso sindaco. Fino a citare ulteriori episodi: dalle famiglie mafiose che ricevono contributi dal comune all’ex vigile urbano sospeso, reintegrato e infine condannato per mafia, che per premio (si fa per dire) ottiene il trasferimento ai servizi sociali. Con ruolo di dirigente. Nell’ordinanza che conferma l’arresto di Frisenna, allegata alla relazione della commissione d’accesso, il giudice per le indagini preliminari di Catania Antonino Fallone scrive: “Non possono non rilevarsi le inquietanti ombre circa la sussistenza di una ‘intesa’ tra gli amministratori del Comune di Paternò e gli esponenti della mafia locale, che perdura tuttora”.
Sussistono, aggiunge, “condizionamenti tali da prendere in seria considerazione lo scioglimento del consiglio comunale conseguente a fenomeni di infiltrazione e di condizionamento di tipo mafioso”.

Il gip registra “la totale infedeltà del Frisenna, stabilmente inserito nell’associazione mafiosa”, così da svolgere “la preminente mansione di tutelare gli interessi della “famiglia” all’interno del consiglio comunale di Paternò, gettando inevitabilmente pesanti ombre circa l’operato dell’intera amministrazione, con particolare riferimento al sindaco Giuseppe Failla (pronto anche a battaglie eclatatnti, la scorsa estate si fece riprendere in mutande per protestare contro l’emergenza rifiuti, qui il VIDEO) e agli assessori “Antonino Cosentino e Salvatore Torrisi, successivamente diventato assessore provinciale”. Sono tutti uomini del Pdl. E tutti si onorano, pubblicamente e a vario titolo, dell’amicizia di Ignazio La Russa. Non ricambiati, in verità, perché il ministro della Difesa vuol tenersi comprensibilmente alla larga da loro. Un’intercettazione, in particolare, appare emblematica.
Cosa nostra punta al controllo dello smaltimento dei rifiuti e Francesco Amantea, interlocutore dei clan di Paternò, spiega a un imprenditore considerato colluso, Rosario Sinatra, ciò che ha intenzione di dire agli amministratori locali: “Carmelino Frisullo deve essere il nostro portavoce, il mio orecchio e i miei occhi. Voi siete padroni a casa vostra. Ma tutto quello che fate a livello politico e di cui discutete deve passare da me. Perché a Paternò non vi faccio camminare più. Vi potete candidare centomila volte!”.

L’assoluta estraneità personale di La Russa è scontata. Ma la vicenda resta fastidiosa. A cominciare dal fatto che il nullaosta definitivo allo scioglimento del comune dovrebbe arrivare dal Consiglio dei ministri, in cui La Russa ha peso personale, oltre che per la rilevanza del suo ministero. D’altra parte il Viminale sembra deciso.
Negli uffici del ministero dell’Interno sottolineano che la lotta alla mafia si fa anche con severe misure sulle amministrazioni locali. Di destra come di sinistra. In teoria Paternò non potrebbe essere salvata nemmeno dalla nuova legge sulla sicurezza pubblica, datata 15 luglio 2009, che riduce i parametri della “mafiosità” ravvisabile. La stessa legge cui ha fatto seguito il “lodo Fondi”, il comune laziale al quale è stato per ora risparmiato lo scioglimento poiché, secondo la spiegazione di Silvio Berlusconi, “diversi ministri hanno fatto notare come nessun componente della giunta o del consiglio comunale sia stato toccato da un avviso di garanzia“.
Invece a Paternò v’è l’indagato, anzi l’arrestato. E pure tutto il resto.

(da "panorama")

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lunedì, 13 luglio 2009
Sarà il pessimismo della tarda età, sarà la lucidità che l'età porta con sé, ma provo una certa esitazione, frammista a scetticismo, a intervenire, su invito della redazione, in difesa della libertà di stampa. Voglio dire: quando qualcuno deve intervenire a difesa della libertà di stampa vuole dire che la società, e con essa gran parte della stampa, è già malata. Nelle democrazie che definiremo 'robuste' non c'è bisogno di difendere la libertà di stampa, perché a nessuno viene in mente di limitarla.

Questa la prima ragione del mio scetticismo, da cui discende un corollario. Il problema italiano non è Silvio Berlusconi. La storia (vorrei dire da Catilina in avanti) è stata ricca di uomini avventurosi, non privi di carisma, con scarso senso dello Stato ma senso altissimo dei propri interessi, che hanno desiderato instaurare un potere personale, scavalcando parlamenti, magistrature e costituzioni, distribuendo favori ai propri cortigiani e (talora) alle proprie cortigiane, identificando il proprio piacere con l'interesse della comunità. È che non sempre questi uomini hanno conquistato il potere a cui aspiravano, perché la società non glielo ha permesso. Quando la società glielo ha permesso, perché prendersela con questi uomini e non con la società che li ha lasciati fare?

Ricorderò sempre una storia che raccontava mia mamma che, ventenne, aveva trovato un bell'impiego come segretaria e dattilografa di un onorevole liberale - e dico liberale. Il giorno dopo la salita di Mussolini al potere quest'uomo aveva detto: "Ma in fondo, con la situazione in cui si trovava l'Italia, forse quest'Uomo troverà il modo di rimettere un po' d'ordine". Ecco, a instaurare il fascismo non è stata l'energia di Mussolini (occasione e pretesto) ma l'indulgenza e la rilassatezza di quell'onorevole liberale (rappresentante esemplare di un Paese in crisi).

E quindi è inutile prendersela con Berlusconi che fa, per così dire, il proprio mestiere. È la maggioranza degli italiani che ha accettato il conflitto di interessi, che accetta le ronde, che accetta il lodo Alfano, e che ora avrebbe accettato abbastanza tranquillamente - se il presidente della Repubblica non avesse alzato un sopracciglio - la mordacchia messa (per ora sperimentalmente) alla stampa. La stessa nazione accetterebbe senza esitazione, e anzi con una certa maliziosa complicità, che Berlusconi andasse a veline, se ora non intervenisse a turbare la pubblica coscienza una cauta censura della Chiesa - che sarà però ben presto superata perché è da quel dì che gli italiani, e i buoni cristiani in genere, vanno a mignotte anche se il parroco dice che non si dovrebbe.

Allora perché dedicare a questi allarmi un numero de 'L'espresso' se sappiamo che esso arriverà a chi di questi rischi della democrazia è già convinto, ma non sarà letto da chi è disposto ad accettarli purché non gli manchi la sua quota di Grande Fratello - e di molte vicende politico-sessuali sa in fondo pochissimo, perché una informazione in gran parte sotto controllo non gliene parla neppure?

Già, perché farlo? Il perché è molto semplice. Nel 1931 il fascismo aveva imposto ai professori universitari, che erano allora 1.200, un giuramento di fedeltà al regime. Solo 12 (1 per cento) rifiutarono e persero il posto. Alcuni dicono 14, ma questo ci conferma quanto il fenomeno sia all'epoca passato inosservato lasciando memorie vaghe. Tanti altri, che poi sarebbero stati personaggi eminenti dell'antifascismo postbellico, consigliati persino da Palmiro Togliatti o da Benedetto Croce, giurarono, per poter continuare a diffondere il loro insegnamento. Forse i 1.188 che sono rimasti avevano ragione loro, per ragioni diverse e tutte onorevoli. Però quei 12 che hanno detto di no hanno salvato l'onore dell'Università e in definitiva l'onore del Paese.

Ecco perché bisogna talora dire di no anche se, pessimisticamente, si sa che non servirà a niente.

Almeno che un giorno si possa dire che lo si è detto.

Umberto Eco - L'Espresso

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giovedì, 25 giugno 2009
Al prof. Luigi Lucchini
Roma 10 maggio 1924
Illustre Professore,
Ritrovo qui la sua lettera gentile,e non so come ringraziarla delle espressioni a mio riguardo.Purtroppo non vedo prossimo il tempo nel quale ritornerò tranquillo agli studi abbandonati.
Non solo la convinzione, ma il dovere oggi mi comanda di restare al posto più pericoloso, per rivendicare quelli che sono, secondo me, i presupposti di qualsiasi civiltà e nazione moderna.Ma quando io potrò dedicare ancora qualche tempo agli studi prediletti,ricorderò sempre la profferta e l'atto cortese che dal maestro mi sono venuti nei momenti più difficili.
Con profonda osservanza,dev.mo
Giacomo Matteotti
(lettera scritta 2 mesi prima di essere malmenato e ucciso dai fascisti ...)
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venerdì, 12 giugno 2009
Intercettazioni, ecco cosa dice il testo

Il nuovo testo del ddl intercettazioni, frutto del maxi-emendamento presentato ieri dal governo, ha incassato la fiducia alla Camera, la 19/a dall'inizio della legislatura. Il pacchetto di modifiche, che porta la firma del Guardasigilli Angelino Alfano, recepisce di fatto il testo approvato in commissione Giustizia il 19 febbraio più alcuni emendamenti presentati da governo e relatore nel 'comitato dei novè della commissione.

EVIDENTI INDIZI COLPEVOLEZZA- Il Pm potrà chiedere di intercettare solo se ci saranno 'evidenti indizi di colpevolezzà e solo se saranno 'assolutamente indispensabilì. Nelle indagini di mafia e terrorismo basteranno 'sufficienti indizi di reato. La richiesta dovrà essere autorizzata da un Gip collegiale del capoluogo del distretto. Ma il giudice dovrà poi compiere una valutazione autonoma del caso.


VIA IL MAGISTRATO CHE PARLA TROPPO La toga che rilascia «pubblicamente dichiarazioni» sul procedimento affidatogli ha l'obbligo di astenersi. E sarà sostituito se iscritto nel registro degli indagati per rivelazione del segreto d' ufficio.


OMESSO CONTROLLO - Il ddl prevede l'ammenda da 500 a 1.032 euro per pubblici ufficiali e magistrati che ometteranno di esercitare «il controllo necessario ad impedire la indebita cognizione o pubblicazione delle intercettazioni».

DIVIETO PUBBLICAZIONE - Prima era vietato scrivere di tutto fino all'inizio del dibattimento. Ora si prevede che per le intercettazioni, anche quelle non più coperte da segreto, resti il divieto di pubblicazione anche parziale fino alla conclusione delle indagini preliminari. E sarà vietato pubblicare le richieste e le ordinanze emesse in materia di misure cautelari fino a quando l'indagato o il suo difensore non ne siano venuti a conoscenza. Dopo di chè se ne potrà pubblicare il contenuto. Fanno eccezione le intercettazioni riportate nelle ordinanze. Per quelle permane il divieto di pubblicazione.



RETTIFICHE SENZA COMMENTO Cambia anche la norma sulle rettifiche perchè nel ddl si dice che dovranno essere pubblicate nella loro interezza, ma «senza commento». E si disciplinano anche quelle su internet.

NO A NOMI E IMMAGINI PM - Stop alla pubblicazione di nomi o immagini di magistrati «relativamente ai procedimenti penali a loro affidati», salvo che l'immagine non sia indispensabile al diritto di cronaca.

CARCERE PER I GIORNALISTI Torna il carcere per i cronisti, ma la pena diventa da 6 mesi a un anno (era da uno a 3 anni) quindi oblabile: cioè trasformabile in sanzione pecuniaria.



REATI INTERCETTABILI - Potranno essere intercettati tutti i reati con pene oltre i 5 anni, compresi quelli contro la Pubblica Amministrazione; ingiuria; minaccia; usura; molestia; traffico-commercio di stupefacenti e armi; insider trading; aggiotaggio; contrabbando; diffusione di materiale pornografico anche relativo a minori.



INTERCETTAZIONI AMBIENTALI Si potranno usare le 'cimicì solo per spiare luoghi nei quali si sa che si sta compiendo un'attività criminosa. Unica eccezione per i reati di mafia, terrorismo e per quelli più gravi.



LIMITI DI TEMPO - Non si potrà intercettare per più di 60 giorni: 30 più 15 più 15. Per reati di mafia, terrorismo o minaccia col mezzo del telefono si può arrivare a 40 giorni prorogabili di altri 20.



RELAZIONE SU SPESE E TETTO - Ci sarà un tetto di spesa stabilito dal ministero della Giustizia, sentito il Csm. Entro il 31 marzo ogni procuratore trasmetterà a Via Arenula una relazione sulle spese per le intercettazioni dell'anno precedente.

PROCEDIMENTO CONTRO IGNOTI - Le intercettazioni potranno essere richieste solo dalla parte offesa e solo sue sue utenze.



ARCHIVIO RISERVATO E DIVIETO DI ALLEGARE VERBALI A FASCICOLO Telefonate e verbali saranno custoditi in un archivio presso la Procura. E le registrazioni saranno fatte con impianti installati nei Centri di intercettazione istituiti presso ogni distretto di Corte d'Appello. I procuratori dovranno gestire e controllare questi Centri e avranno 5 giorni per depositare verbali e intercettazioni. Se dal loro deposito però ci sarà pregiudizio per le indagini, si potrà ritardare la consegna, ma non oltre la data dell'avviso della conclusione delle indagini preliminari. Vietato allegare le intercettazioni al fascicolo.

NO A UTILIZZO IN PROCEDIMENTI DIVERSI - Le intercettazioni non potranno essere usate in procedimenti diversi da quelli nei quali sono state disposte. Salvo i casi di mafia e terrorismo.


STOP A INTERCETTAZIONI PER 007 - Se un Pm volesse intercettare un telefono usato da esponenti dei Servizi e quindi anche da 'body guard' dovrà informarne entro 5 giorni il presidente del Consiglio che potrà apporre il segreto di Stato.
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domenica, 31 maggio 2009

Tempo di elezioni , tensione e soliti contrasti... contrasti che non intaccano una destra sempre più compatta  e che invece colpiscono la sinistra spaccata in molteplici fazioni , sinistra dedita a cercare inesistenti contraddizini motivo di spaccature , a nascondersi come uno scudo dietro la propria bandiera ormai svuotata del suo significato ... così uno contro l'altro, tutti contro tutti... in questo scenario di meschino individualismo ed egocentrismo la gente comune, i cittadini che sperano  in un'alternativa al "duce" sanno già ,prima di andare alle urne ,che dovranno rassegnarsi alla vincita di una destra compatta ... e intanto i grandi pensatori di sinistra, portatori sani di vittimismi fini a se stessi, fin troppo impegnati a combattere la loro guerra civile, si allontanano dalla gente, dai loro effettivi bisogni, non riuscendo più a "servirli" ,chiusi nella loro demagogia ,e nelle belle parole sempre meno accompagante dai fatti...oggi in Italia l'unico modo per "servire" e rappresentare le istanze comuni sta nell'offrire il sacchetto della spesa, la moneta contante, il posto di lavoro ... un potere forte come quello di berlusconi può crearsi solo a causa di una mancanza: una sinistra compatta che sappia fare opposizione.. considerate le spaccature e il fatto che la sinistra è troppo impegnata nel condurre guerre intestine ,l'equilibrio viene meno ...per raggiungere l'equilibrio bisognerebbe solo che ogni fazione rinunci non tanto a ciò in cui crede quanto all'arroganza con cui porta avanti il suo pensiero e sia disposta ad aprirsi all'altro che talvolta nella diversità può divenire fonte di arricchimento ... i politici devono servire i cittadini quindi è un loro dovere ,considerata la situazione di cattiva democrazia in cui versa il nostro Paese, fare di tutto per trovare l'equilibrio riuscendo così a rappresentare effettivamente tutti quegli interessi che oggi non vengono rappresentati dalla politica "fa da se" ...

aequitas

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giovedì, 21 maggio 2009

Finalmente anche a Paternò si ricorda la strage di Capaci...  anche i Paternesi hanno una memoria... purtroppo, nonostante la soddisfazione nel partecipare ad una manifestazione antimafia  a Paternò , qualche interrogativo mi assale: il fatto che la manifestazione venga organizzata dalla Consulta Giovanile che è pur sempre un organo consultivo del Comune , COMUNE che poco tempo fa è divenuto oggetto di cronaca a causa dell'arresto dell'assessore Frisenna (primo degli eletti al consiglio comunale) risulta  particolarmente stridente con la finalità della manifestazione stessa...spero che questa giornata rappresenti l'inizio di una lotta concreta alla mafia e soprattutto alle infiltrazioni all'interno della politica... spero sia un "input" che spinga Paternò a voltare pagina ...vorrei  che alla manifestazione prendano parte tanti giovani "liberi" da qualsiasi appartenenza clientelare, giovani spinti dalla voglia di cambiare la meschinità di questo Paese e non dalla necesssità di pulirsi la coscienza o ancor peggio di cogliere l'occasione per mostrare che il Consiglio comunale non ha nulla a che fare con la mafia e il caso Frisenna sia un caso isolato ....

AEQUITAS

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venerdì, 15 maggio 2009

Joe: «Cosa le piace del diritto, Andrew?» […]

Andrew: «Il fatto che una volta ogni tanto, non sempre, ma alle volte, diventi parte integrante della giustizia applicata alla realtà.

È un’esperienza davvero eccitante quando questo avviene».

(dal film PHILADELPHIA)

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lunedì, 04 maggio 2009

ci sono tante gazzelle,il leone ha già scelto la sua preda(che di solito è la gazzella più giovane o quella malata) sapete le altre gazzelle al cospetto del leone cosa fanno?? NON scappano!restano immobili!!Perchè sanno che il leone ha già scelto e per questa volta sono state graziate!beh prima o poi le "altre" gazzelle verranno tutte sbranate e toccherà pure a loro...(Felice Lima)

... talvolta gli animali sono così simili a noi!! I più al giorno d'oggi preferiscono non esporsi  poichè  lo sfacelo del sistema Italiano non li tocca personalmente, non intacca  il loro personale orticello... così si preferisce far finta di niente , stare  a guardare mentre il leone sbrana la sua preda, sperando magari che la prossima preda sia qualcun altro...in questa atmosfera di diffuso menefreghismo un uomo, di concerto con fidati collaboratori ,ha colto l'occasione facendo credere che avrebbe da solo risolto ogni problema , che con i soldi avrebbe comprato tutti e tutto  senza che fosse necessaria la collaborazione dei cittadini...così  le scuole vennero disincentivate affinchè la gente evitasse di conoscere, di studiare,l'impegno e il lavoro duro vennero relativizzati, lo stesso sistema costituzionale venne indebolito mentre qualcuno pensava a sistemare le cose... la più grande truffa della nostra era: quando fu troppo tardi gli italiani si svegliarono e si accorsero  che nessuno può pensare a te se non collabori , nessuno ti trova un lavoro se non sei preparato, nessuno ti aumenta il salario se non lotti, nessuno ti da da mangiare se non lavori, nessuno ti raccomanda se non vuole qualcosa in cambio, nessuno può governare democraticamente senza la collaborazione dei cittadini!!! vivere in un sistema democratico è qualcosa di più della mera possibilità di scegliere dei candidati già predisposti dai partiti , vivere in un sistema democratico significa partecipare , avere delle leggi che salvaguardino effettivamente tutti i cittdini , sapere che i responsabili paghino, che il  lavoro e l'impegno  possano servire alla costruzione di un futuro migliore per la nostra e per le generazioni future...

aequitas

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venerdì, 24 aprile 2009

« Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra costituzione. »(Calamandrei)

... oggi a cosa dovremmo opporre la nostra resistenza??in un ordinamento in cui la divisione dei poteri si è trasformata in mera enunciazione teorica , in una società in cui domina l'idea di profitto : tutto diviene "barattabile"...perfino i valori, in un ordinamneto in cui manca un'opposizione che faccia valere istanze diverse da quelle di mera imprenditoria salvaguardate dal nostro premier Berlusconi, in una società in cui la Costituzione non ha più senso di esistere considerato che i suoi valori vengono giorno dopo giorno violati...  chi sono i partigiani di oggi?? coloro che, nonostante tutto questo, non mollano,  che resistono e non si sottopongono  a certi giochi di potere e a certe logiche e vanno avanti esclusivamente con le loro forze, quelli che con tanti sacrifici arriveranno dove vogliono ...

aequitas

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mercoledì, 22 aprile 2009
A Palermo nel cuore del centro c'è un'antica focacceria
davanti alla Chiesa di San Francesco, si ritrovano sempre li
seduti al tavolo che fu di Sciascia a bere Heineken e caffè
sono la banda del sogno interrotto di una Sicilia che non c'è

c'è Isidoro, c'è Simone, Beppe il biondo della pantera
Alex De Lisi l'artista da guerra che usa il pennello come una bandiera
il loro capo Ottavio Navarra è stato eletto adesso sta a Roma
si è comprato un vestito decente ma dentro ha ancora più rabbia di prima

Didilala-hey didilala-hay
se non sono ancora stanchi non si stancheranno mai
non li fermano con gli spari, non li fermano con le TV
sono i veri siciliani e non si fermeranno più

Hanno sfilato in manifestazione, raccolti distratta solidarietà
hanno pianto Falcone e gli altri, hanno guardato sbarcare i parà
volantinato Zen e Acquasanta e non so quanti altri quartieri
intanto il governo ha sbloccato gli appalti e la mafia riapre i cantieri

Non so se noi ne avremo il coraggio, se prenderemo la via del nord
o meglio ancora via dalle palle, fare in culo a tutti voi
perchè nella banda del sogno interrotto non sono molti i fortunati
sono in tutto quaranta persone di cui trentotto disoccupati
Didilala-hey didilala-hay...
(modena city ramblers)
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giovedì, 09 aprile 2009

Che dire... una vera e propria tragedia... di quelle tragedie che ti lasciano senza parole e ti fanno rabbrividire.. perchè si sa i terremoti sono sempre imprevedibili e terribili... magari il terremoto non puoi impedirlo ma puoi comunque prevenirne gli effetti distruttivi rispettando delle semplici norme antisismiche ... i cittadini hanno il sacrosanto diritto di essere informati ,tuttavia in questi giorni,guardando la tv ho individuato  un controsenso: perchè una curiosità così  morbosa per la tragedia della popolazione abruzzese , così tanta informazione dopo il disastro, e non prima? perchè non utilizzare l'informazione come controllo sociale? magari cercando di prevenire tali   tragedie? costruendo con diligenza e responsabilità? forse perchè  in quel caso l'informazione sarebbe divenuta scomoda!!!

aequitas

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sabato, 04 aprile 2009

... e fu così che la commissione d'inchiesta decretò l'insediamento di 3 ispettori per verificare eventuali infiltrazioni mafiose all'interno dell'amministrazione  comunale  di Paternò dopo le note vicende ... come si suol dire : chi vivrà vedrà!!

aequitas

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venerdì, 27 marzo 2009

Oggi si tende a  relativizzare e ridurre la portata degli eventi ... relativizzando si rischia di diffamare... la società ( cioè tutti noi e non enti astratti ed esterni) ci propugna un modo di ragionare a mio avviso falsato ... ci impone di relativizzare certi comportmenti,ci impone di vedere dietro il comportamento di ogni uomo del marcio.. quando qualcuno si erge contro l'illegalità , la criminalità  e l'ignoranza diffusa ha sempre ,secondo questo ripugnante modo di vedere le cose, un interesse che sia economico o d'immagine...così quei pochi veri uomini che hanno il coraggio di manifestare il loro dissenso contro un sistema che non gli si addice vengono sempre relativizzati, i loro gesti vengono ridimensionati ... e talvolta diffamati... così rimangono soli ,vengono ghettizzati ,rimanendo vittime di se stessi ,ossessionati dalla paura ... volevano migliorare la collettività ed è la stessa collettività che si ritorce contro di loro... la gente si rifugia nel loro ricordo e li fa divenire eroi solo dopo che vengano sacrificati... beh gli eroi non servono a niente se non  cambia la mentalità ...nonostante oggi diventi sempre più difficile credere nella legalità,considerato che le leggi tendono a coprire l'illegalità, è necessario che ogni singolo individuo combatta nel proprio piccolo l'illegalità... non è necessario puntare a chissà quale obiettivo sarebbe sufficiente evitare di pagare il pizzo al parcheggiatore abusivo, correre il rischio di essere sconfitti giocando solo ed esclusivamente coi propri mezzi, evitare di assecondare chi giustifica comportamenti aberranti e illegali... il mondo cambia se la collettività ha intenzione di cambiarlo!!

 "Perché il male trionfi basta che gli uomini del bene non facciano niente"(Saviano)

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lunedì, 16 marzo 2009

Ieri sera  la trasmissione "report" ha affrontato la situazione catanese ... si è parlato del buco di bilancio di oltre 360 milioni di euro  dell'amministrazione Scapagnini, del decreto ad hoc del governo che destinava 140 milioni di euro  per risolvere l'emergenza  " luce", soldi che il  Cipe aveva concesso per la realizzazione di alcune opere urgenti, si è parlato  di opere iniziate e mai completate, di opere terminate e non utilizzate, di progetti mai attuati ,  di disinformazione, di monopolio dell'informazione detenuto dal giornale la "sicilia" che si rifiuta di pubblicare un necrologio scomodo e pubblica una lettera di Santapaola junior, dell'mpa di Lombardo che si fa finanziare dalla lega nord(non era autonomista??),della  festa di S'agata in mano alla mafia sotto il  tacito consenso della Chiesa, di inefficenze, di degrado sociale e culturale... per fortuna ogni tanto alcuni   cronisti dall'esterno ci dicono come realmente stanno le cose , considerato che per noi è quasi impossibile oltrepassare questo velo che  mistifica la realtà e ovatta le coscienze!!!Considerato che loro non hanno il coraggio di vergognarsi lo farò io per loro! mi vergogno!!! ricordiamoci altresì che la maggior parte di questi governatori illuminati viene promosso nonostante i disastri fatti!

aequitas

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sabato, 14 marzo 2009

"Barbara ! che paradosso! studi legge tutto il giorno e poi ti accorgi che il mondo va esattamente all'inverso" ...leggo le trovate del governo del mio Paese e mi chiedo come sia possibile, come si possa utilizzare la legge in modo così ipocrita e sconsiderato , come si possa strumentalizzare la gente con tanta spudoratezza!! così provo rabbia ,sdegno e frustazione, cerco delle occasioni per  riversare questo mio sdegno e costruire qualcosa di buono per contrastare questo sistema che non mi rappresenta! purtroppo finora ho solo trovato luoghi in cui non c'è confronto, non c'è lavoro concreto ma solo ambizione a poltrone che di fatto non producono nulla ! così mi tiro indietro ,indignata ,e continuo a chiedermi dove siano i giovani,  lo spirito d'invenitva, di miglioramento , di iniziativa ... finora mi sono imbattuta in giovani precocemente invecchiati  e ciò  mi ha costretta  in "seconda linea" ...

aequitas

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venerdì, 13 marzo 2009

"Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore."(Peppino Impastato)

aequitas

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martedì, 10 marzo 2009

Andrea Camilleri:"cos'è un italiano"

Quella parte del cervello che ha il compito d’archiviare la nostra vita nel suo insieme (non solo i fatti accaduti nel corso dell’esistenza, ma anche le letture che abbiamo fatto, gli spettacoli visti, i concerti ai quali abbiamo assistito, le mostre alle quali siamo andati) possiede, nell’italiano, una sorta di deleteautomatico che entra in azione assai presto, consentendo una scarsissima autonomia alla memoria.
Fatti sgradevoli già ripetutamente accaduti nel corso degli anni, quando si ripresentano, all’italiano sembrano sempre nuovi.
«Non si è mai vista un’inondazione simile a Roma!».
Poi si va a guardare nelle facciate dei palazzi romani e si scopre che alcune lapidi ci mostrano che l’acqua nel Seicento o nel Settecento raggiunse livelli di gran lunga superiori a quelli attuali.
È un esempio banale, lo so.
Ma mi pare che sia stato T.S. Eliot a dire che l’inferno consiste nella memoria, ai dannati viene fatto ricordare tutto, persino quanto costava un etto di margarina nel 1928.
Se l’inferno fosse veramente la memoria, l’italiano andrebbe direttamente in paradiso.
Di un evento che l’ha appassionato, soprattutto perché strombazzato dai giornali e dalle televisioni, l’italiano ne conserva il ricordo solo per qualche settimana, al massimo per qualche mese.
A meno che non si tratti di cronaca nera, allora la persistenza mnemonica è assai più lunga. Ma per una ragione semplicissima e cioè che gli italiani immediatamente si dividono in due partiti ferocemente contrapposti: gli innocentisti e i colpevolisti. Senza la minima cognizione delle carte processuali, senza essere a conoscenza dei dettagli dell’indagine, decidono a primo acchito se l’accusato è innocente o colpevole. A pelle. Al solo guardarlo.
L’innocentista, sia detto per inciso, resterà fermamente ancorato alla propria convinzione anche quando i giudici della Cassazione, di fronte a prove schiaccianti, avranno condannato all’ergastolo il colpevole.
A proposito di giudici e di giustizia. Essendo siciliano, citerò alcuni modi di dire della mia terra.
Cu havi dinari e amicizia / teni ’n culu la giustizia.
(Chi ha denari e amici / se ne può fregare della giustizia.)
Fari la giustizia a manicu di mola. (Far giustizia in modo storto.)
Judici, presidenti e avvucati / ’n Paradisu nun ne attrovati.
(Giudici, presidenti e avvocati / in Paradiso non ne troverete.)
La furca è pi lo poviru, la giustizia pi lu fissa.
(La forca è per il povero, la giustizia per il fesso.)
La liggi per l’amici s’interpreta, pi l’autri s’applica.
(La legge per gli amici s’interpreta, per tutti gli altri s’applica.)
Lu codici è fattu da li cappeddri pi ghiri ’n culo a li coppuli.
(Il codice è fatto dai signori per andare in culo ai berretti.)

Potrei continuare a lungo. La sfiducia nella giustizia è totale, basandosi sulla convinzione diffusa che essa sia uno strumento dei ricchi (che non incappano mai nelle sue maglie) usato contro i poveri. Una giustizia di classe.
E credo che in ogni regione del Sud d’Italia ci siano modi di dire similari.
Colpa dell’amministrazione della giustizia borbonica, m’è capitato di leggere da qualche parte. Le cose non stanno così: se la giustizia borbonica non fu un modello, quella italiana postunitaria non migliorò per niente la situazione, a volte la peggiorò.
L’inchiesta Franchetti-Sonnino del 1876 è in proposito assai esplicita.
Scriveva Pirandello su quegli anni ne I vecchi e i giovani: «Povera Isola, trattata come terra di conquista! (…) e i tribunali militari, e i furti, gli assassinii, le grassazioni, orditi ed eseguiti dalla nuova polizia in nome del Real Governo, e falsificazioni e sottrazioni di documenti e processi politici ignominiosi: tutto il primo governo della Destra parlamentare! E poi era venuta la Sinistra al potere, e aveva cominciato anch’essa con provvedimenti eccezionali per la Sicilia; e usurpazioni e truffe e concussioni e favori scandalosi e scandaloso sperpero del denaro pubblico; prefetti, delegati, magistrati messi al servizio dei deputati ministeriali (…) l’oppressione dei vinti e dei lavoratori, assistita e protetta dalla legge, e assicurata l’impunità agli oppressori…».
Questo divario sull’amministrazione della giustizia al Sud e al Nord, salvo la parentesi fascista, continuò anche dopo la Liberazione, con la magistratura del Sud completamente asservita al potere, cioè alla Dc.

Si deve ad alcuni eroici magistrati siciliani in prima linea nella lotta contro la mafia, e che ci lasciarono la vita, il risveglio della solidarietà dei cittadini verso la giustizia.
Ma il punto massimo del consenso si verificò al tempo di Mani Pulite, quando la magistratura milanese fece piazza pulita della corruzione partitica e, praticamente, spazzò via la Prima Repubblica.
Dalle ceneri di essa nacque inopinatamente un affarista milanese che seppe trasformarsi in uomo politico. Aveva molti conti aperti con la giustizia. E quindi, appena arrivato al potere, si è dedicato anima e corpo alla distruzione del sistema giudiziario, con continue leggi ad personam e addirittura arrivando ad affermare che i giudici sono esseri mentalmente tarati. È singolare come, in un’occasione, abbia usato contro i giudici le stesse parole adoperate dal gran capo mafioso Totò Riina.
Ad ogni modo, dato il larghissimo seguito di cui dispone, ha abolito il divario tra Sud e Nord: l’italiano di Palermo e quello di Bergamo ora sono felicemente concordi nella sfiducia totale verso la giustizia.
L’italiano che ha preso una multa per sosta vietata, oggi si sente autorizzato a dichiararsi vittima della giustizia.

aequitas

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domenica, 08 marzo 2009

Oggi 8 Marzo ricorre la "giornata internazionale della donna" o la più comunemente intesa "festa della donna": oggi ,come ogni anno,questa ricorrenza ci  ricorda che il processo di emancipazione femminile non deve arrestarsi e non può adagiarsi sulle conquiste ottenute in passato, ma deve avanzare e progredire in ragione del mutato assetto sociale... considerati anche gli ultimi accadimenti in Italia ,la  donna ancora oggi è considerata  come mero oggetto e la forza maschile approfitta della sua fragillità ...oggi  però la donna sta dimostrando di avere più coraggio denunciando il proprio carnefice...è pur vero che questo non basta , sono necessari strumenti legislativi efficaci che possano realmente tutelare l'integrità fisica della donna , strumenti che finora non ho  riscontrato nel nostro "bel paese"...potrei cadere nel luogo comune di snobbare chi festeggia questa ricorrenza mercificandone il significato, ma non dirò nulla... l'emancipazione è qualcosa di molto complesso e ogni donna lo intende in modo diverso... per qualcuna emanciparsi potrebbe significare godersi una serata per se stessa , per qualcun altra  lottare per ottenere più diritti, per altre potrebbe anche significare costruirsi una famiglia... ben vengano tali ricorrenze ,di valore prettamente formale, purchè  possano servire a  ricordarci   che bisogna lottare, reagire e non arrendersi  affinchè  lo Stato adotti  misure efficaci e moderne per combattere quei fenomeni che si frappongono alla piena espressione del singolo!

aequitas

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martedì, 03 marzo 2009

da ildito.it

Lombardo indagine su nomine e consulenze

"Catania - Gli agenti della Guardia di Finanza hanno portato via 15mila fotocopie di delibere, curriculum, piante organiche. Tutti gli atti relativi agli incarichi assegnati dall'ex presidente della Provincia di Catania, Raffaele Lombardo, oggi governatore della Sicilia. Un blitz silenzioso, quello eseguito nei giorni scorsi dalle Fiamme gialle negli uffici del centro direzionale di via Novaluce, sede dell'ente etneo, su mandato della Procura catanese: c'è un'inchiesta giudiziaria sulla raffica di nomine di dirigenti a contratto, di consulenti, di collaboratori, disposte da Lombardo fino all'8 febbraio 2008, giorno in cui il leader del Mpa si dimise per candidarsi alla Regione. Le indagini, affidate al pm Alessandra Chiavegatti, sono coordinate dal procuratore capo Vincenzo D'Agata".

Questo l'attacco del pezzo pubblicato stamattina su Repubblica, a pagina 16. Lo stesso quotidiano rivela che l'attività istruttoria "prende le mosse da una denuncia, ma sarebbe da collegare alla pubblicazione sul sito ildito.it di un lungo elenco di provvedimenti firmati da Lombardo. Una lista di 220 atti con cui l'ex presidente della Provincia ha nominato o confermato i componenti della sua corte".
"Si tratta - scrive ancora Repubblica - per il momento, di "atti relativi" e non è stato emesso alcun avviso di garanzia. Ma i magistrati vogliono vederci chiaro su presunte irregolarità nell'affidamento degli incarichi da parte di Lombardo".

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domenica, 01 marzo 2009

Antonio Ingroia, pm di Palermo:
"La verità va cercata a ogni costo, io penso che la cosiddetta Seconda Repubblica ha i suoi pilastri nel sangue versato da tanti uomini dello Stato, magistrati e poliziotti" .
Dalla sentenza della corte d'Assise di Caltanisetta del processo Borsellino ter:
"Proprio per agevolare la creazione di nuovi contatti politici occorreva eliminare chi, come Borsellino, avrebbe scoraggiato qualsiasi tentativo di approccio con Cosa Nostra e di arretramento nell'attività di contrasto alla mafia, levandosi a denunciare, anche pubblicamente, dall'alto del suo prestigio professionale e dalla nobiltà del suo impegno civico, ogni cedimento dello Stato o di sue componenti politiche"

intervista a Gioacchino Genchi:

"Io svolgo l'attività di consulente tecnico per conto dell'autorità giudiziaria da oltre vent'anni, lavoro nato quasi per caso quando con l'avvento del nuovo codice di procedura penale è stata inserita questa figura, come da articoli 359 e 360 che danno al Pubblico Ministero la possibilità di avvalersi di tecnici con qualunque professionalità allorquando devono compiere delle attività importanti. Mi spiace che Martelli se lo sia dimenticato, Cossiga me lo abbia ricordato, proprio il nuovo codice di procedura penale che ha promulgato il presidente Cossiga inserisce questa figura che è una figura moderna. Che è nelle giurisdizioni più civili ed avanzate, mentre prima il Pubblico Ministero era limitato, e doveva per accertamenti particolari avvalersi solo della Polizia giudiziaria, il nuovo codice ha previsto queste figure.
Per cui per l'accertamento della verità, nel processo penale, accertamento della verità significa anche a favore dell'indagato o dell'imputato, il Pubblico Ministero non ha limiti nella scelta delle professionalità di cui si deve avvalere. Io ho fatto questa attività all'interno del Dipartimento della Pubblica sicurezza.

Abbiamo svolto importanti attività con Arnaldo La Barbera, con Giovanni Falcone poi sulle stragi. Quando si è reso necessario realizzare un contributo esterno per il Pubblico Ministero, contenuto forse scevro da influenze del potere esecutivo, mi riferisco a indagini su colletti bianchi, magistrati, su eccellenti personalità della politica, il Pubblico Ministero ha preferito evitare che organi della politica e del potere esecutivo potessero incidere in quelle che erano le scelte della pubblica amministrazione presso la quale i vari soggetti operavano.
Nel fare questo ho fatto una scelta deontologica, cioè di rinunciare alla carriera, allo stipendio, per dedicare tutto il mio lavoro al servizio della magistratura. Questa scelta, anziché essere apprezzata è stata utilizzata dai miei detrattori che fino a ieri mi hanno attaccato in parlamento, al contrario.

Il ministro Brunetta non poteva non riferire che la concessione dell'aspettativa non retribuita che io avevo chiesto era perfettamente regolare, è stata vagliati da vari organi dello Stato, dal Ministero dell'Interno, dal Ministero della Funzione pubblica e dalla presidenza del Consiglio dei Ministri di Berlusconi, la stessa che mi ha attaccato in maniera così violenta e così assurda dicendo le fandonie che hanno fatto ridere gli italiani perché tutto questo can can che si muove nei miei confronti, questo pericolo nazionale, cioè una persona che da vent'anni lavora con i giudici e i Pubblici Ministeri nei processi di mafia, di stragi, di omicidi, di mafia e politica più importanti che si sono celebrati in Italia, rappresenta un pericolo.

Forse per loro! Per tutti quelli che mi hanno attaccato perché poi la cosa simpatica (è chiaro che ora sto zitto, non posso parlare sono legato al segreto) ma mi scompiscio dalle risate perché tutti i signori giornalisti che mi hanno attaccato, da Farina a Luca Fazzo a Lionello Mancini del Sole 24 ore, al giornalista della Stampa Ruotolo, sono i soggetti protagonisti delle vicende di cui mi stavo occupando. Questo è l'assurdo!

Gli stessi politici che mi stanno attaccando, sono gli stessi protagonisti di cui mi stavo occupando. Da Rutelli a Martelli, Martelli conosciuto ai tempi di Falcone. Parliamo di persone che comunque sono entrate nell'ottica della mia attività. Martelli nei computer di Falcone quando furono manomessi, Rutelli perché è amico di Saladino usciva dalle intercettazioni di Saladino, Mastella per le evidenze che tutti sappiamo e così via, poi dirò quelli che hanno parlato alla Camera al question time, quel giornalista che gli ha fatto il comunicato, cose da ridere! Tra l'altro questi non hanno nemmeno la decenza di far apparire un'altra persona.

No, compaiono loro in prima persona! Sapendo che loro entravano a pieno titolo nell'indagine. Questo è assurdo. Io continuo a ridere perché il popolo italiano che vede questo grande intercettatore, che avrebbe intercettato tutti gli italiani, ma che cosa andavo ad intercettare agli italiani? Per farmi sentire dire che non riescono ad arrivare alla fine del mese? Per sentir dire che i figli hanno perso il posto di lavoro o che sono disoccupati? Che c'è una crisi economica? Ma perché mai dovrei andare ad intercettare gli italiani? Ma quali sono questi italiani che hanno paura di Gioacchino Genchi?

Quelli che hanno paura di Gioacchino Genchi sono quelli che hanno la coscienza sporca, e quelli che hanno la coscienza sporca sono quelli che mi hanno attaccato. E con questo attacco hanno dimostrato di valere i sospetti che io avevo su di loro. Anzi, più di quelli di cui io stesso mi ero accorto, perché devo essere sincero, probabilmente io avevo sottovalutato il ruolo di Rutelli nell'inchiesta Why not.

Rutelli ha dimostrato probabilmente di avere il carbone bagnato e per questo si è comportato come si è comportato. Quando ci sarà la resa della verità chiariremo quali erano i rapporti di Rutelli con Saladino, quali erano i rapporti del senatore Mastella, il ruolo di suo figlio, chi utilizzava i telefoni della Camera dei Deputati... chiariremo tutto! Dalla prima all'ultima cosa. Questa è un'ulteriore scusa perché loro dovevano abolire le intercettazioni, dovevano togliere ai magistrati la possibilità di svolgere delle intercettazioni considerati i risultati che c'erano stati, Vallettopoli, Saccà, la Rai eccetera, la procura di Roma immediatamente senza problemi però apre il procedimento nei confronti del dottor Genchi su cui non ha nessuna competenza a indagare, perché la procura di Roma c'entra come i cavoli a merenda. C'entra perché l'ex procuratore generale di Catanzaro ormai fortunatamente ex, ha utilizzato questi tabulati come la foglia di fico per coprire tutte le sue malefatte e poi le ha utilizzate come paracadute per non utilizzarle a Catanzaro, dove probabilmente il nuovo procuratore generale avrebbe immediatamente mandato a Salerno.
Perché in quei tabulati c'è la prova della loro responsabilità penale. Non della mia. Quindi, non li manda a Salerno che era competente, non li manda al procuratore della Repubblica di Catanzaro che avrebbe potuto conoscere quei tabulati e quello che c'era, non li manda al procuratore della Repubblica di Palermo dove io ho svolto tutta la mia attività ma li manda a Roma che non c'entra niente.

Quindi si va a paracadutare questi tabulati sbagliando l'atterraggio perché in una procura che non ci azzecca nulla. Perché tra l'altro in quei tabulati c'erano delle inquisizioni che riguardavano magistrati della procura della Repubblica di Roma! Su cui stavamo indagando. Ora la procura di Roma indaga su di me e sui magistrati della procura della Repubblica di Roma. Si è ripetuto lo scenario che accadde tra Salerno e Catanzaro e si è ripetuto lo scenario che era già accaduto tra Milano e Brescia all'epoca delle indagini su Di Pietro. Con la sola differenza che all'epoca si chiamava Gico l'organo che fece quelle attività, adesso si chiamano Ros, ma sostanzialmente non è cambiato nulla.

In ultima analisi dico che io sono comunque fiducioso nella giustizia. Hanno cercato di mettermi tutti contro, hanno cercato di dire ad esempio, nel momento in cui c'era un rapporto di collaborazione con la procura di Milano anche fra De Magistris e la procura di Milano, un'amicizia personale fra De Magistris e Spataro, che siano stati acquisiti i tabulati di Spataro. Assurdo! Non è mai esistita un'ipotesi del genere. Nemmeno per idea! Come si fa a togliere a De Magistris l'appoggio della magistratura associata? Diciamo che ha preso i tabulati di Spataro. Come si fa a mettere il Csm contro De Magistris? Diciamo che ha preso i tabulati di Mancino.

Adesso i Ros dicono che nei tabulati che io ho preso ci sono, non so quante utenze del Consiglio superiore della magistratura. Non abbiamo acquisito tabulati del Csm, sono i signori magistrati di cui abbiamo acquisito alcuni tabulati, quelli sì, tra cui alcuni della procura nazionale antimafia ben precisi, due, solo due, che hanno contatti col Csm.

Ha inquisito il Quirinale! Ma quando mai? Se però qualcuno del Quirinale ha chiamato o è stato chiamato dai soggetti di cui ci siamo occupati validamente, bisogna vedere chi dal Quirinale chi ha avuto contatti con queste persone, ma io non ho acquisito i tabulati del Quirinale. A parte che se fosse stato fatto sarebbe stata attività assolutamente legittima perché, sia chiaro, le indagini in Italia non si possono fare soltanto nei confronti dei tossici e magari che siano pure extracomunitari, oppure quelli che sbarcano a Lampedusa nei confronti dei quali è possibile fare di tutto, compresa la creazione dei lager.

La legge è uguale per tutti. Tutti siamo sottoposti alla legge! Perché sia chiaro. Questo lo devono capire. Nel momento in cui a questi signori li si osa sfiorare solo da lontano, con la punta di una piuma, questi signori si ribellano e distruggono le persone che hanno solo il coraggio di fare il proprio lavoro.
Gli italiani questo l'hanno capito. E hanno capito che questo dottor Genchi di cui hanno detto tutte le cose peggiori di questo mondo... e io adesso pubblicherò tutti i miei lavori, dal primo sino all'ultimo pubblicherò tutte le sentenze della Corte di Cassazione, delle Corti d'Appello, delle Corti di Assise, dei tribunali che hanno inflitto centinaia e centinaia di anni di carcere col mio lavoro.
Ma le sentenze di cui io sono più orgoglioso non sono le sentenze di condanna, ma sono le sentenze di assoluzione! Sono quelle persone ingiustamente accusate anche per lavori fatti dal Ros che sono state assolte grazie al mio lavoro e che rischiavano l'ergastolo! E che erano in carcere. Persone che erano in carcere perché avevano pure sbagliato l'intestatario di una scheda telefonica. E adesso questi signori vengono ad accusare me di avere fatto lo stesso lavoro che loro... ma non esiste completamente!
Tutte queste fandonie e la serie di stupidaggini che sono state perpetrate addirittura in un organismo che è il Copasir! Che si deve occupare dei servizi di vigilanza sulla sicurezza, non sui consulenti e sui magistrati che svolgono la loro attività sui servizi di sicurezza! Noi abbiamo trovato delle collusioni di appartenenti ai servizi di sicurezza, con delle imprese che lavorano per i servizi di sicurezza, che lavorano nel campo delle intercettazioni, che costruiscono caserme con appalti dati a trattativa privata per milioni di euro, noi stavamo lavorando su quello! Stavamo lavorando su quello e ci hanno bloccato perché avevano le mani in pasta tutti loro! Questa è la verità.

Questa è la verità e adesso mi hanno pure dato l'opportunità di dirla perché essendo indagato io non sono più legato al segreto perché mi devo difendere! Mi devo difendere con una procura che non ci azzecca nulla con la competenza, la procura di Roma, mi difenderò alla procura di Roma.

Però sicuramente la verità verrà a galla! E non ci vogliono né archivi né dati perché sono tre o quattro cose molto semplici. Le intercettazioni di Saladino utili saranno una decina, quando fu intercettato prima che De Magistris iniziasse le indagini, ma sono chiarissime! E l'attacco che viene fatto nei miei confronti parte esattamente dagli stessi soggetti che io avevo identificato la sera del diciannove luglio del 1992 dopo la strage di via D'Amelio, mentre vedevo ancora il cadavere di Paolo Borsellino che bruciava e la povera Emanuela Loi che cadeva a pezzi dalle mura di via D'Amelio numero diciannove dov'è scoppiata la bomba, le stesse persone, gli stessi soggetti, la stessa vicenda che io trovai allora la trovo adesso!
Ancora nessuno ha detto che io sono folle. Anzi, sarò pericoloso, terribile ma che sono folle non l'ha detto nessuno. Bene allora quello che io dico non è la parola di un folle perché io dimostrerò tutte queste cose. E questa è l'occasione perché ci sia una resa dei conti in Italia. A cominciare dalle stragi di via D'Amelio alla strage di Capaci. Perché queste collusioni fra apparati dello Stato servizi segreti, gente del malaffare e gente della politica, è bene che gli italiani comincino a sapere cosa è stata."

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mercoledì, 25 febbraio 2009

NEW YORK - L'economia americana è indebolita, la fiducia del paese è scossa, ma l'America si riprenderà e uscirà dalla crisi più forte di prima": con un appello bipartisan a rimboccarsi le maniche e a "ricostruire" tutti insieme il Paese, il presidente Barack Obama ha dato una iniezione di ottimismo agli Stati Uniti in recessione. "Il peso della crisi non determinerà il destino della nazione: le risposte ai nostri problemi non sono fuori dalla nostra portata. Esistono nei laboratori e nelle università, nei nostri campi e nelle nostre fabbriche, nell'immaginazione dei nostri imprenditori e nell'orgoglio dei nostri lavoratori, i migliori del mondo".

Questo in breve il primo discorso di Obama alle camere...  mentre gli Usa investono sulle energie rinnovabili, sulla ricerca, trasmettendo  fiducia , speranza e possibilità di cambiamento , l'Italia sigla un accordo per il nucleare, disincentiva la ricerca e crea condizioni di precariato che demotivano i lavoratori... l'Italia è vecchia : sono vecchi coloro che l'amministrano, chiusi nel loro universo non riescono a comprendere le esigenze della collettività cumulando un errore dopo l'altro... annientando la speranza di un cambiamento e la voglia di riscatto...

aequitas

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venerdì, 13 febbraio 2009

A volte un pò di silenzio serve..serve a riflettere imparando dai  propri errori e cambiare... in tempo!

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lunedì, 09 febbraio 2009

Appello dì Lorenza CARLASSARE, Andrea CAMILLERI, Furio COLOMBO, Umberto ECO, Paolo FLORES D'ARCAIS, Margherita HACK, Pancho PARDI, Stefano RODOTA':

"La vita di ciascuno non appartiene al governo e non appartiene alla Chiesa. La vita appartiene solo a chi la vive. Il decreto legge di Berlusconi, trasformato in disegno di legge dopo che il presidente Napolitano, da custode della Costituzione, ha rifiutato di firmarlo, vuole sottrarre al cittadino il diritto sulla propria vita e consegnarlo alla volontà totalitaria dello Stato e della Chiesa. Rendendo coatta l’alimentazione e l’idratazione anche contro la volontà del paziente, impone per legge la tortura ad ogni malato terminale.
Pur di imporre questa legge khomeinista, Berlusconi ha dichiarato che intende sovvertire la Costituzione repubblicana. E’arrivato ad oltraggiare una delle costituzioni più democratiche del mondo, la nostra, definendola “filosovietica”, mentre non perde occasioni per elogiare il suo “amico Putin”, ex-dirigente del Kgb. Al governo Berlusconi che ha ormai dichiarato guerra alla Costituzione repubblicana, è dovere democratico di ogni cittadino opporre un fermo “ora basta!”.
Per dire sì alla vita e no alla tortura, per dire sì alla Costituzione e no al progetto di dittatura oscurantista, per dire sì al Presidente che sostiene la Costituzione contro chi la viola, la svilisce, la insulta, chiediamo a tutti i democratici di auto-organizzarsi per una grande e pacifica manifestazione, senza bandiere di partito, solo con la passione e l’impegno civile di liberi cittadini, a Roma, a piazza Navona, sabato 14 febbraio alle ore 15.
Passa parola, la democrazia dipende anche da te".

aequitas

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domenica, 01 febbraio 2009

Paternò è la patria del ..."sapere", non inteso nella sua accezione più comune come conoscenza che  arricchisca, ma inteso come sapere tutto di tutti... perchè??  semplice curiosità?? perchè è pur sempre un paese e si sa alla gente piace "fare cortile"?? no !! troppo facile e fin troppo comodo... la verità è che alla gente piace che l'altro sia ricattabile.. il paternese- tipo pensa che tutti abbiano qualcosa da nascondere ,che tutti siano ricattabili ... così  si raccolgono informazioni al fine di utilizzarle qualora si venga attaccati... questo è il motivo della apparente indifferenza e rassegnazione di fronte a situazioni di emergenza come è quella dei rifiuti... la gente non riesce ad uscire di casa a causa della spazzatura che copre tutto, blocca le strade ... tutto ciò non scalda gli animi ,tutto ciò non spinge la gente a reagire!! eppure  non si tratta di questioni meramente politiche in cui il paternese medio non vuole immischiarsi per paura di essere ricattato, ma si tratta della nostra salute, si tratta di convivere con una situazione vergognosa che rappresenta l'effetto  della cattiva e irresponsabile  amministrazione della città.. paradossalmente anche questa situazione indecente agli occhi del paternese medio diviene normale, l'occhio del paternese si abitua a quell'indecenza e aspetta che sia qualcun altro a reagire  ... in tutto questo scempio devono esserci delle responsabilità!! il problema è proprio il fatto che non si paga per i danni arrecati, oggi arrecare danni paga e permette di fare carriera...

aequitas

postato da: aequitas86 alle ore 12:44 | Permalink | commenti
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giovedì, 29 gennaio 2009

La giovinezza è meravigliosa... è l'età in cui per fortuna sei autorizzato a sognare... in cui non hai bisogno di  piegarti... in cui puoi vedere il mondo con i tuoi occhi e pensare perfino di volerlo cambiare... oggi ci viene sottratta anche questa possibilità ...oggi i giovani si rassegnano e pensano sia giusto che la loro voglia di cambiare venga sottoposta al vaglio dei più "grandi"... a Paternò una smania di conservatorismo fine  a se stesso controlla tutto...  non ho persone più "grandi" a cui affidarmi  ma per fortuna  i paradigmi della legalità e del rispetto sono dentro di me ... vorrei solo avere la possibilità di esprimerli senza cedere parte della mia dignità! non penso di volere troppo.. vorrei che a Paternò si creasse un'organizzazione di menti libere, giovani e fresche che vogliano farcela con le proprie forze , che rifiutano ogni aiuto e che riescano a costruire qualcosa di concreto ossservando le inefficenze e cercadno soluzioni ... non penso di pretendere la luna!!! eppure nella mia realtà risulta assai difficile e questa mia singolare  esigenza non viene compresa ...

 

aequitas

postato da: aequitas86 alle ore 11:35 | Permalink | commenti (3)
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