giovedì, 25 giugno 2009
Al prof. Luigi Lucchini
Roma 10 maggio 1924
Illustre Professore,
Ritrovo qui la sua lettera gentile,e non so come ringraziarla delle espressioni a mio riguardo.Purtroppo non vedo prossimo il tempo nel quale ritornerò tranquillo agli studi abbandonati.
Non solo la convinzione, ma il dovere oggi mi comanda di restare al posto più pericoloso, per rivendicare quelli che sono, secondo me, i presupposti di qualsiasi civiltà e nazione moderna.Ma quando io potrò dedicare ancora qualche tempo agli studi prediletti,ricorderò sempre la profferta e l'atto cortese che dal maestro mi sono venuti nei momenti più difficili.
Con profonda osservanza,dev.mo
Giacomo Matteotti
(lettera scritta 2 mesi prima di essere malmenato e ucciso dai fascisti ...)
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venerdì, 12 giugno 2009
Intercettazioni, ecco cosa dice il testo

Il nuovo testo del ddl intercettazioni, frutto del maxi-emendamento presentato ieri dal governo, ha incassato la fiducia alla Camera, la 19/a dall'inizio della legislatura. Il pacchetto di modifiche, che porta la firma del Guardasigilli Angelino Alfano, recepisce di fatto il testo approvato in commissione Giustizia il 19 febbraio più alcuni emendamenti presentati da governo e relatore nel 'comitato dei novè della commissione.

EVIDENTI INDIZI COLPEVOLEZZA- Il Pm potrà chiedere di intercettare solo se ci saranno 'evidenti indizi di colpevolezzà e solo se saranno 'assolutamente indispensabilì. Nelle indagini di mafia e terrorismo basteranno 'sufficienti indizi di reato. La richiesta dovrà essere autorizzata da un Gip collegiale del capoluogo del distretto. Ma il giudice dovrà poi compiere una valutazione autonoma del caso.


VIA IL MAGISTRATO CHE PARLA TROPPO La toga che rilascia «pubblicamente dichiarazioni» sul procedimento affidatogli ha l'obbligo di astenersi. E sarà sostituito se iscritto nel registro degli indagati per rivelazione del segreto d' ufficio.


OMESSO CONTROLLO - Il ddl prevede l'ammenda da 500 a 1.032 euro per pubblici ufficiali e magistrati che ometteranno di esercitare «il controllo necessario ad impedire la indebita cognizione o pubblicazione delle intercettazioni».

DIVIETO PUBBLICAZIONE - Prima era vietato scrivere di tutto fino all'inizio del dibattimento. Ora si prevede che per le intercettazioni, anche quelle non più coperte da segreto, resti il divieto di pubblicazione anche parziale fino alla conclusione delle indagini preliminari. E sarà vietato pubblicare le richieste e le ordinanze emesse in materia di misure cautelari fino a quando l'indagato o il suo difensore non ne siano venuti a conoscenza. Dopo di chè se ne potrà pubblicare il contenuto. Fanno eccezione le intercettazioni riportate nelle ordinanze. Per quelle permane il divieto di pubblicazione.



RETTIFICHE SENZA COMMENTO Cambia anche la norma sulle rettifiche perchè nel ddl si dice che dovranno essere pubblicate nella loro interezza, ma «senza commento». E si disciplinano anche quelle su internet.

NO A NOMI E IMMAGINI PM - Stop alla pubblicazione di nomi o immagini di magistrati «relativamente ai procedimenti penali a loro affidati», salvo che l'immagine non sia indispensabile al diritto di cronaca.

CARCERE PER I GIORNALISTI Torna il carcere per i cronisti, ma la pena diventa da 6 mesi a un anno (era da uno a 3 anni) quindi oblabile: cioè trasformabile in sanzione pecuniaria.



REATI INTERCETTABILI - Potranno essere intercettati tutti i reati con pene oltre i 5 anni, compresi quelli contro la Pubblica Amministrazione; ingiuria; minaccia; usura; molestia; traffico-commercio di stupefacenti e armi; insider trading; aggiotaggio; contrabbando; diffusione di materiale pornografico anche relativo a minori.



INTERCETTAZIONI AMBIENTALI Si potranno usare le 'cimicì solo per spiare luoghi nei quali si sa che si sta compiendo un'attività criminosa. Unica eccezione per i reati di mafia, terrorismo e per quelli più gravi.



LIMITI DI TEMPO - Non si potrà intercettare per più di 60 giorni: 30 più 15 più 15. Per reati di mafia, terrorismo o minaccia col mezzo del telefono si può arrivare a 40 giorni prorogabili di altri 20.



RELAZIONE SU SPESE E TETTO - Ci sarà un tetto di spesa stabilito dal ministero della Giustizia, sentito il Csm. Entro il 31 marzo ogni procuratore trasmetterà a Via Arenula una relazione sulle spese per le intercettazioni dell'anno precedente.

PROCEDIMENTO CONTRO IGNOTI - Le intercettazioni potranno essere richieste solo dalla parte offesa e solo sue sue utenze.



ARCHIVIO RISERVATO E DIVIETO DI ALLEGARE VERBALI A FASCICOLO Telefonate e verbali saranno custoditi in un archivio presso la Procura. E le registrazioni saranno fatte con impianti installati nei Centri di intercettazione istituiti presso ogni distretto di Corte d'Appello. I procuratori dovranno gestire e controllare questi Centri e avranno 5 giorni per depositare verbali e intercettazioni. Se dal loro deposito però ci sarà pregiudizio per le indagini, si potrà ritardare la consegna, ma non oltre la data dell'avviso della conclusione delle indagini preliminari. Vietato allegare le intercettazioni al fascicolo.

NO A UTILIZZO IN PROCEDIMENTI DIVERSI - Le intercettazioni non potranno essere usate in procedimenti diversi da quelli nei quali sono state disposte. Salvo i casi di mafia e terrorismo.


STOP A INTERCETTAZIONI PER 007 - Se un Pm volesse intercettare un telefono usato da esponenti dei Servizi e quindi anche da 'body guard' dovrà informarne entro 5 giorni il presidente del Consiglio che potrà apporre il segreto di Stato.
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domenica, 31 maggio 2009

Tempo di elezioni , tensione e soliti contrasti... contrasti che non intaccano una destra sempre più compatta  e che invece colpiscono la sinistra spaccata in molteplici fazioni , sinistra dedita a cercare inesistenti contraddizini motivo di spaccature , a nascondersi come uno scudo dietro la propria bandiera ormai svuotata del suo significato ... così uno contro l'altro, tutti contro tutti... in questo scenario di meschino individualismo ed egocentrismo la gente comune, i cittadini che sperano  in un'alternativa al "duce" sanno già ,prima di andare alle urne ,che dovranno rassegnarsi alla vincita di una destra compatta ... e intanto i grandi pensatori di sinistra, portatori sani di vittimismi fini a se stessi, fin troppo impegnati a combattere la loro guerra civile, si allontanano dalla gente, dai loro effettivi bisogni, non riuscendo più a "servirli" ,chiusi nella loro demagogia ,e nelle belle parole sempre meno accompagante dai fatti...oggi in Italia l'unico modo per "servire" e rappresentare le istanze comuni sta nell'offrire il sacchetto della spesa, la moneta contante, il posto di lavoro ... un potere forte come quello di berlusconi può crearsi solo a causa di una mancanza: una sinistra compatta che sappia fare opposizione.. considerate le spaccature e il fatto che la sinistra è troppo impegnata nel condurre guerre intestine ,l'equilibrio viene meno ...per raggiungere l'equilibrio bisognerebbe solo che ogni fazione rinunci non tanto a ciò in cui crede quanto all'arroganza con cui porta avanti il suo pensiero e sia disposta ad aprirsi all'altro che talvolta nella diversità può divenire fonte di arricchimento ... i politici devono servire i cittadini quindi è un loro dovere ,considerata la situazione di cattiva democrazia in cui versa il nostro Paese, fare di tutto per trovare l'equilibrio riuscendo così a rappresentare effettivamente tutti quegli interessi che oggi non vengono rappresentati dalla politica "fa da se" ...

aequitas

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giovedì, 21 maggio 2009

Finalmente anche a Paternò si ricorda la strage di Capaci...  anche i Paternesi hanno una memoria... purtroppo, nonostante la soddisfazione nel partecipare ad una manifestazione antimafia  a Paternò , qualche interrogativo mi assale: il fatto che la manifestazione venga organizzata dalla Consulta Giovanile che è pur sempre un organo consultivo del Comune , COMUNE che poco tempo fa è divenuto oggetto di cronaca a causa dell'arresto dell'assessore Frisenna (primo degli eletti al consiglio comunale) risulta  particolarmente stridente con la finalità della manifestazione stessa...spero che questa giornata rappresenti l'inizio di una lotta concreta alla mafia e soprattutto alle infiltrazioni all'interno della politica... spero sia un "input" che spinga Paternò a voltare pagina ...vorrei  che alla manifestazione prendano parte tanti giovani "liberi" da qualsiasi appartenenza clientelare, giovani spinti dalla voglia di cambiare la meschinità di questo Paese e non dalla necesssità di pulirsi la coscienza o ancor peggio di cogliere l'occasione per mostrare che il Consiglio comunale non ha nulla a che fare con la mafia e il caso Frisenna sia un caso isolato ....

AEQUITAS

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venerdì, 15 maggio 2009

Joe: «Cosa le piace del diritto, Andrew?» […]

Andrew: «Il fatto che una volta ogni tanto, non sempre, ma alle volte, diventi parte integrante della giustizia applicata alla realtà.

È un’esperienza davvero eccitante quando questo avviene».

(dal film PHILADELPHIA)

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lunedì, 04 maggio 2009

ci sono tante gazzelle,il leone ha già scelto la sua preda(che di solito è la gazzella più giovane o quella malata) sapete le altre gazzelle al cospetto del leone cosa fanno?? NON scappano!restano immobili!!Perchè sanno che il leone ha già scelto e per questa volta sono state graziate!beh prima o poi le "altre" gazzelle verranno tutte sbranate e toccherà pure a loro...(Felice Lima)

... talvolta gli animali sono così simili a noi!! I più al giorno d'oggi preferiscono non esporsi  poichè  lo sfacelo del sistema Italiano non li tocca personalmente, non intacca  il loro personale orticello... così si preferisce far finta di niente , stare  a guardare mentre il leone sbrana la sua preda, sperando magari che la prossima preda sia qualcun altro...in questa atmosfera di diffuso menefreghismo un uomo, di concerto con fidati collaboratori ,ha colto l'occasione facendo credere che avrebbe da solo risolto ogni problema , che con i soldi avrebbe comprato tutti e tutto  senza che fosse necessaria la collaborazione dei cittadini...così  le scuole vennero disincentivate affinchè la gente evitasse di conoscere, di studiare,l'impegno e il lavoro duro vennero relativizzati, lo stesso sistema costituzionale venne indebolito mentre qualcuno pensava a sistemare le cose... la più grande truffa della nostra era: quando fu troppo tardi gli italiani si svegliarono e si accorsero  che nessuno può pensare a te se non collabori , nessuno ti trova un lavoro se non sei preparato, nessuno ti aumenta il salario se non lotti, nessuno ti da da mangiare se non lavori, nessuno ti raccomanda se non vuole qualcosa in cambio, nessuno può governare democraticamente senza la collaborazione dei cittadini!!! vivere in un sistema democratico è qualcosa di più della mera possibilità di scegliere dei candidati già predisposti dai partiti , vivere in un sistema democratico significa partecipare , avere delle leggi che salvaguardino effettivamente tutti i cittdini , sapere che i responsabili paghino, che il  lavoro e l'impegno  possano servire alla costruzione di un futuro migliore per la nostra e per le generazioni future...

aequitas

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venerdì, 24 aprile 2009

« Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra costituzione. »(Calamandrei)

... oggi a cosa dovremmo opporre la nostra resistenza??in un ordinamento in cui la divisione dei poteri si è trasformata in mera enunciazione teorica , in una società in cui domina l'idea di profitto : tutto diviene "barattabile"...perfino i valori, in un ordinamneto in cui manca un'opposizione che faccia valere istanze diverse da quelle di mera imprenditoria salvaguardate dal nostro premier Berlusconi, in una società in cui la Costituzione non ha più senso di esistere considerato che i suoi valori vengono giorno dopo giorno violati...  chi sono i partigiani di oggi?? coloro che, nonostante tutto questo, non mollano,  che resistono e non si sottopongono  a certi giochi di potere e a certe logiche e vanno avanti esclusivamente con le loro forze, quelli che con tanti sacrifici arriveranno dove vogliono ...

aequitas

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mercoledì, 22 aprile 2009
A Palermo nel cuore del centro c'è un'antica focacceria
davanti alla Chiesa di San Francesco, si ritrovano sempre li
seduti al tavolo che fu di Sciascia a bere Heineken e caffè
sono la banda del sogno interrotto di una Sicilia che non c'è

c'è Isidoro, c'è Simone, Beppe il biondo della pantera
Alex De Lisi l'artista da guerra che usa il pennello come una bandiera
il loro capo Ottavio Navarra è stato eletto adesso sta a Roma
si è comprato un vestito decente ma dentro ha ancora più rabbia di prima

Didilala-hey didilala-hay
se non sono ancora stanchi non si stancheranno mai
non li fermano con gli spari, non li fermano con le TV
sono i veri siciliani e non si fermeranno più

Hanno sfilato in manifestazione, raccolti distratta solidarietà
hanno pianto Falcone e gli altri, hanno guardato sbarcare i parà
volantinato Zen e Acquasanta e non so quanti altri quartieri
intanto il governo ha sbloccato gli appalti e la mafia riapre i cantieri

Non so se noi ne avremo il coraggio, se prenderemo la via del nord
o meglio ancora via dalle palle, fare in culo a tutti voi
perchè nella banda del sogno interrotto non sono molti i fortunati
sono in tutto quaranta persone di cui trentotto disoccupati
Didilala-hey didilala-hay...
(modena city ramblers)
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giovedì, 09 aprile 2009

Che dire... una vera e propria tragedia... di quelle tragedie che ti lasciano senza parole e ti fanno rabbrividire.. perchè si sa i terremoti sono sempre imprevedibili e terribili... magari il terremoto non puoi impedirlo ma puoi comunque prevenirne gli effetti distruttivi rispettando delle semplici norme antisismiche ... i cittadini hanno il sacrosanto diritto di essere informati ,tuttavia in questi giorni,guardando la tv ho individuato  un controsenso: perchè una curiosità così  morbosa per la tragedia della popolazione abruzzese , così tanta informazione dopo il disastro, e non prima? perchè non utilizzare l'informazione come controllo sociale? magari cercando di prevenire tali   tragedie? costruendo con diligenza e responsabilità? forse perchè  in quel caso l'informazione sarebbe divenuta scomoda!!!

aequitas

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sabato, 04 aprile 2009

... e fu così che la commissione d'inchiesta decretò l'insediamento di 3 ispettori per verificare eventuali infiltrazioni mafiose all'interno dell'amministrazione  comunale  di Paternò dopo le note vicende ... come si suol dire : chi vivrà vedrà!!

aequitas

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venerdì, 27 marzo 2009

Oggi si tende a  relativizzare e ridurre la portata degli eventi ... relativizzando si rischia di diffamare... la società ( cioè tutti noi e non enti astratti ed esterni) ci propugna un modo di ragionare a mio avviso falsato ... ci impone di relativizzare certi comportmenti,ci impone di vedere dietro il comportamento di ogni uomo del marcio.. quando qualcuno si erge contro l'illegalità , la criminalità  e l'ignoranza diffusa ha sempre ,secondo questo ripugnante modo di vedere le cose, un interesse che sia economico o d'immagine...così quei pochi veri uomini che hanno il coraggio di manifestare il loro dissenso contro un sistema che non gli si addice vengono sempre relativizzati, i loro gesti vengono ridimensionati ... e talvolta diffamati... così rimangono soli ,vengono ghettizzati ,rimanendo vittime di se stessi ,ossessionati dalla paura ... volevano migliorare la collettività ed è la stessa collettività che si ritorce contro di loro... la gente si rifugia nel loro ricordo e li fa divenire eroi solo dopo che vengano sacrificati... beh gli eroi non servono a niente se non  cambia la mentalità ...nonostante oggi diventi sempre più difficile credere nella legalità,considerato che le leggi tendono a coprire l'illegalità, è necessario che ogni singolo individuo combatta nel proprio piccolo l'illegalità... non è necessario puntare a chissà quale obiettivo sarebbe sufficiente evitare di pagare il pizzo al parcheggiatore abusivo, correre il rischio di essere sconfitti giocando solo ed esclusivamente coi propri mezzi, evitare di assecondare chi giustifica comportamenti aberranti e illegali... il mondo cambia se la collettività ha intenzione di cambiarlo!!

 "Perché il male trionfi basta che gli uomini del bene non facciano niente"(Saviano)

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lunedì, 16 marzo 2009

Ieri sera  la trasmissione "report" ha affrontato la situazione catanese ... si è parlato del buco di bilancio di oltre 360 milioni di euro  dell'amministrazione Scapagnini, del decreto ad hoc del governo che destinava 140 milioni di euro  per risolvere l'emergenza  " luce", soldi che il  Cipe aveva concesso per la realizzazione di alcune opere urgenti, si è parlato  di opere iniziate e mai completate, di opere terminate e non utilizzate, di progetti mai attuati ,  di disinformazione, di monopolio dell'informazione detenuto dal giornale la "sicilia" che si rifiuta di pubblicare un necrologio scomodo e pubblica una lettera di Santapaola junior, dell'mpa di Lombardo che si fa finanziare dalla lega nord(non era autonomista??),della  festa di S'agata in mano alla mafia sotto il  tacito consenso della Chiesa, di inefficenze, di degrado sociale e culturale... per fortuna ogni tanto alcuni   cronisti dall'esterno ci dicono come realmente stanno le cose , considerato che per noi è quasi impossibile oltrepassare questo velo che  mistifica la realtà e ovatta le coscienze!!!Considerato che loro non hanno il coraggio di vergognarsi lo farò io per loro! mi vergogno!!! ricordiamoci altresì che la maggior parte di questi governatori illuminati viene promosso nonostante i disastri fatti!

aequitas

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sabato, 14 marzo 2009

"Barbara ! che paradosso! studi legge tutto il giorno e poi ti accorgi che il mondo va esattamente all'inverso" ...leggo le trovate del governo del mio Paese e mi chiedo come sia possibile, come si possa utilizzare la legge in modo così ipocrita e sconsiderato , come si possa strumentalizzare la gente con tanta spudoratezza!! così provo rabbia ,sdegno e frustazione, cerco delle occasioni per  riversare questo mio sdegno e costruire qualcosa di buono per contrastare questo sistema che non mi rappresenta! purtroppo finora ho solo trovato luoghi in cui non c'è confronto, non c'è lavoro concreto ma solo ambizione a poltrone che di fatto non producono nulla ! così mi tiro indietro ,indignata ,e continuo a chiedermi dove siano i giovani,  lo spirito d'invenitva, di miglioramento , di iniziativa ... finora mi sono imbattuta in giovani precocemente invecchiati  e ciò  mi ha costretta  in "seconda linea" ...

aequitas

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venerdì, 13 marzo 2009

"Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore."(Peppino Impastato)

aequitas

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martedì, 10 marzo 2009

Andrea Camilleri:"cos'è un italiano"

Quella parte del cervello che ha il compito d’archiviare la nostra vita nel suo insieme (non solo i fatti accaduti nel corso dell’esistenza, ma anche le letture che abbiamo fatto, gli spettacoli visti, i concerti ai quali abbiamo assistito, le mostre alle quali siamo andati) possiede, nell’italiano, una sorta di deleteautomatico che entra in azione assai presto, consentendo una scarsissima autonomia alla memoria.
Fatti sgradevoli già ripetutamente accaduti nel corso degli anni, quando si ripresentano, all’italiano sembrano sempre nuovi.
«Non si è mai vista un’inondazione simile a Roma!».
Poi si va a guardare nelle facciate dei palazzi romani e si scopre che alcune lapidi ci mostrano che l’acqua nel Seicento o nel Settecento raggiunse livelli di gran lunga superiori a quelli attuali.
È un esempio banale, lo so.
Ma mi pare che sia stato T.S. Eliot a dire che l’inferno consiste nella memoria, ai dannati viene fatto ricordare tutto, persino quanto costava un etto di margarina nel 1928.
Se l’inferno fosse veramente la memoria, l’italiano andrebbe direttamente in paradiso.
Di un evento che l’ha appassionato, soprattutto perché strombazzato dai giornali e dalle televisioni, l’italiano ne conserva il ricordo solo per qualche settimana, al massimo per qualche mese.
A meno che non si tratti di cronaca nera, allora la persistenza mnemonica è assai più lunga. Ma per una ragione semplicissima e cioè che gli italiani immediatamente si dividono in due partiti ferocemente contrapposti: gli innocentisti e i colpevolisti. Senza la minima cognizione delle carte processuali, senza essere a conoscenza dei dettagli dell’indagine, decidono a primo acchito se l’accusato è innocente o colpevole. A pelle. Al solo guardarlo.
L’innocentista, sia detto per inciso, resterà fermamente ancorato alla propria convinzione anche quando i giudici della Cassazione, di fronte a prove schiaccianti, avranno condannato all’ergastolo il colpevole.
A proposito di giudici e di giustizia. Essendo siciliano, citerò alcuni modi di dire della mia terra.
Cu havi dinari e amicizia / teni ’n culu la giustizia.
(Chi ha denari e amici / se ne può fregare della giustizia.)
Fari la giustizia a manicu di mola. (Far giustizia in modo storto.)
Judici, presidenti e avvucati / ’n Paradisu nun ne attrovati.
(Giudici, presidenti e avvocati / in Paradiso non ne troverete.)
La furca è pi lo poviru, la giustizia pi lu fissa.
(La forca è per il povero, la giustizia per il fesso.)
La liggi per l’amici s’interpreta, pi l’autri s’applica.
(La legge per gli amici s’interpreta, per tutti gli altri s’applica.)
Lu codici è fattu da li cappeddri pi ghiri ’n culo a li coppuli.
(Il codice è fatto dai signori per andare in culo ai berretti.)

Potrei continuare a lungo. La sfiducia nella giustizia è totale, basandosi sulla convinzione diffusa che essa sia uno strumento dei ricchi (che non incappano mai nelle sue maglie) usato contro i poveri. Una giustizia di classe.
E credo che in ogni regione del Sud d’Italia ci siano modi di dire similari.
Colpa dell’amministrazione della giustizia borbonica, m’è capitato di leggere da qualche parte. Le cose non stanno così: se la giustizia borbonica non fu un modello, quella italiana postunitaria non migliorò per niente la situazione, a volte la peggiorò.
L’inchiesta Franchetti-Sonnino del 1876 è in proposito assai esplicita.
Scriveva Pirandello su quegli anni ne I vecchi e i giovani: «Povera Isola, trattata come terra di conquista! (…) e i tribunali militari, e i furti, gli assassinii, le grassazioni, orditi ed eseguiti dalla nuova polizia in nome del Real Governo, e falsificazioni e sottrazioni di documenti e processi politici ignominiosi: tutto il primo governo della Destra parlamentare! E poi era venuta la Sinistra al potere, e aveva cominciato anch’essa con provvedimenti eccezionali per la Sicilia; e usurpazioni e truffe e concussioni e favori scandalosi e scandaloso sperpero del denaro pubblico; prefetti, delegati, magistrati messi al servizio dei deputati ministeriali (…) l’oppressione dei vinti e dei lavoratori, assistita e protetta dalla legge, e assicurata l’impunità agli oppressori…».
Questo divario sull’amministrazione della giustizia al Sud e al Nord, salvo la parentesi fascista, continuò anche dopo la Liberazione, con la magistratura del Sud completamente asservita al potere, cioè alla Dc.

Si deve ad alcuni eroici magistrati siciliani in prima linea nella lotta contro la mafia, e che ci lasciarono la vita, il risveglio della solidarietà dei cittadini verso la giustizia.
Ma il punto massimo del consenso si verificò al tempo di Mani Pulite, quando la magistratura milanese fece piazza pulita della corruzione partitica e, praticamente, spazzò via la Prima Repubblica.
Dalle ceneri di essa nacque inopinatamente un affarista milanese che seppe trasformarsi in uomo politico. Aveva molti conti aperti con la giustizia. E quindi, appena arrivato al potere, si è dedicato anima e corpo alla distruzione del sistema giudiziario, con continue leggi ad personam e addirittura arrivando ad affermare che i giudici sono esseri mentalmente tarati. È singolare come, in un’occasione, abbia usato contro i giudici le stesse parole adoperate dal gran capo mafioso Totò Riina.
Ad ogni modo, dato il larghissimo seguito di cui dispone, ha abolito il divario tra Sud e Nord: l’italiano di Palermo e quello di Bergamo ora sono felicemente concordi nella sfiducia totale verso la giustizia.
L’italiano che ha preso una multa per sosta vietata, oggi si sente autorizzato a dichiararsi vittima della giustizia.

aequitas

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domenica, 08 marzo 2009

Oggi 8 Marzo ricorre la "giornata internazionale della donna" o la più comunemente intesa "festa della donna": oggi ,come ogni anno,questa ricorrenza ci  ricorda che il processo di emancipazione femminile non deve arrestarsi e non può adagiarsi sulle conquiste ottenute in passato, ma deve avanzare e progredire in ragione del mutato assetto sociale... considerati anche gli ultimi accadimenti in Italia ,la  donna ancora oggi è considerata  come mero oggetto e la forza maschile approfitta della sua fragillità ...oggi  però la donna sta dimostrando di avere più coraggio denunciando il proprio carnefice...è pur vero che questo non basta , sono necessari strumenti legislativi efficaci che possano realmente tutelare l'integrità fisica della donna , strumenti che finora non ho  riscontrato nel nostro "bel paese"...potrei cadere nel luogo comune di snobbare chi festeggia questa ricorrenza mercificandone il significato, ma non dirò nulla... l'emancipazione è qualcosa di molto complesso e ogni donna lo intende in modo diverso... per qualcuna emanciparsi potrebbe significare godersi una serata per se stessa , per qualcun altra  lottare per ottenere più diritti, per altre potrebbe anche significare costruirsi una famiglia... ben vengano tali ricorrenze ,di valore prettamente formale, purchè  possano servire a  ricordarci   che bisogna lottare, reagire e non arrendersi  affinchè  lo Stato adotti  misure efficaci e moderne per combattere quei fenomeni che si frappongono alla piena espressione del singolo!

aequitas

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martedì, 03 marzo 2009

da ildito.it

Lombardo indagine su nomine e consulenze

"Catania - Gli agenti della Guardia di Finanza hanno portato via 15mila fotocopie di delibere, curriculum, piante organiche. Tutti gli atti relativi agli incarichi assegnati dall'ex presidente della Provincia di Catania, Raffaele Lombardo, oggi governatore della Sicilia. Un blitz silenzioso, quello eseguito nei giorni scorsi dalle Fiamme gialle negli uffici del centro direzionale di via Novaluce, sede dell'ente etneo, su mandato della Procura catanese: c'è un'inchiesta giudiziaria sulla raffica di nomine di dirigenti a contratto, di consulenti, di collaboratori, disposte da Lombardo fino all'8 febbraio 2008, giorno in cui il leader del Mpa si dimise per candidarsi alla Regione. Le indagini, affidate al pm Alessandra Chiavegatti, sono coordinate dal procuratore capo Vincenzo D'Agata".

Questo l'attacco del pezzo pubblicato stamattina su Repubblica, a pagina 16. Lo stesso quotidiano rivela che l'attività istruttoria "prende le mosse da una denuncia, ma sarebbe da collegare alla pubblicazione sul sito ildito.it di un lungo elenco di provvedimenti firmati da Lombardo. Una lista di 220 atti con cui l'ex presidente della Provincia ha nominato o confermato i componenti della sua corte".
"Si tratta - scrive ancora Repubblica - per il momento, di "atti relativi" e non è stato emesso alcun avviso di garanzia. Ma i magistrati vogliono vederci chiaro su presunte irregolarità nell'affidamento degli incarichi da parte di Lombardo".

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domenica, 01 marzo 2009

Antonio Ingroia, pm di Palermo:
"La verità va cercata a ogni costo, io penso che la cosiddetta Seconda Repubblica ha i suoi pilastri nel sangue versato da tanti uomini dello Stato, magistrati e poliziotti" .
Dalla sentenza della corte d'Assise di Caltanisetta del processo Borsellino ter:
"Proprio per agevolare la creazione di nuovi contatti politici occorreva eliminare chi, come Borsellino, avrebbe scoraggiato qualsiasi tentativo di approccio con Cosa Nostra e di arretramento nell'attività di contrasto alla mafia, levandosi a denunciare, anche pubblicamente, dall'alto del suo prestigio professionale e dalla nobiltà del suo impegno civico, ogni cedimento dello Stato o di sue componenti politiche"

intervista a Gioacchino Genchi:

"Io svolgo l'attività di consulente tecnico per conto dell'autorità giudiziaria da oltre vent'anni, lavoro nato quasi per caso quando con l'avvento del nuovo codice di procedura penale è stata inserita questa figura, come da articoli 359 e 360 che danno al Pubblico Ministero la possibilità di avvalersi di tecnici con qualunque professionalità allorquando devono compiere delle attività importanti. Mi spiace che Martelli se lo sia dimenticato, Cossiga me lo abbia ricordato, proprio il nuovo codice di procedura penale che ha promulgato il presidente Cossiga inserisce questa figura che è una figura moderna. Che è nelle giurisdizioni più civili ed avanzate, mentre prima il Pubblico Ministero era limitato, e doveva per accertamenti particolari avvalersi solo della Polizia giudiziaria, il nuovo codice ha previsto queste figure.
Per cui per l'accertamento della verità, nel processo penale, accertamento della verità significa anche a favore dell'indagato o dell'imputato, il Pubblico Ministero non ha limiti nella scelta delle professionalità di cui si deve avvalere. Io ho fatto questa attività all'interno del Dipartimento della Pubblica sicurezza.

Abbiamo svolto importanti attività con Arnaldo La Barbera, con Giovanni Falcone poi sulle stragi. Quando si è reso necessario realizzare un contributo esterno per il Pubblico Ministero, contenuto forse scevro da influenze del potere esecutivo, mi riferisco a indagini su colletti bianchi, magistrati, su eccellenti personalità della politica, il Pubblico Ministero ha preferito evitare che organi della politica e del potere esecutivo potessero incidere in quelle che erano le scelte della pubblica amministrazione presso la quale i vari soggetti operavano.
Nel fare questo ho fatto una scelta deontologica, cioè di rinunciare alla carriera, allo stipendio, per dedicare tutto il mio lavoro al servizio della magistratura. Questa scelta, anziché essere apprezzata è stata utilizzata dai miei detrattori che fino a ieri mi hanno attaccato in parlamento, al contrario.

Il ministro Brunetta non poteva non riferire che la concessione dell'aspettativa non retribuita che io avevo chiesto era perfettamente regolare, è stata vagliati da vari organi dello Stato, dal Ministero dell'Interno, dal Ministero della Funzione pubblica e dalla presidenza del Consiglio dei Ministri di Berlusconi, la stessa che mi ha attaccato in maniera così violenta e così assurda dicendo le fandonie che hanno fatto ridere gli italiani perché tutto questo can can che si muove nei miei confronti, questo pericolo nazionale, cioè una persona che da vent'anni lavora con i giudici e i Pubblici Ministeri nei processi di mafia, di stragi, di omicidi, di mafia e politica più importanti che si sono celebrati in Italia, rappresenta un pericolo.

Forse per loro! Per tutti quelli che mi hanno attaccato perché poi la cosa simpatica (è chiaro che ora sto zitto, non posso parlare sono legato al segreto) ma mi scompiscio dalle risate perché tutti i signori giornalisti che mi hanno attaccato, da Farina a Luca Fazzo a Lionello Mancini del Sole 24 ore, al giornalista della Stampa Ruotolo, sono i soggetti protagonisti delle vicende di cui mi stavo occupando. Questo è l'assurdo!

Gli stessi politici che mi stanno attaccando, sono gli stessi protagonisti di cui mi stavo occupando. Da Rutelli a Martelli, Martelli conosciuto ai tempi di Falcone. Parliamo di persone che comunque sono entrate nell'ottica della mia attività. Martelli nei computer di Falcone quando furono manomessi, Rutelli perché è amico di Saladino usciva dalle intercettazioni di Saladino, Mastella per le evidenze che tutti sappiamo e così via, poi dirò quelli che hanno parlato alla Camera al question time, quel giornalista che gli ha fatto il comunicato, cose da ridere! Tra l'altro questi non hanno nemmeno la decenza di far apparire un'altra persona.

No, compaiono loro in prima persona! Sapendo che loro entravano a pieno titolo nell'indagine. Questo è assurdo. Io continuo a ridere perché il popolo italiano che vede questo grande intercettatore, che avrebbe intercettato tutti gli italiani, ma che cosa andavo ad intercettare agli italiani? Per farmi sentire dire che non riescono ad arrivare alla fine del mese? Per sentir dire che i figli hanno perso il posto di lavoro o che sono disoccupati? Che c'è una crisi economica? Ma perché mai dovrei andare ad intercettare gli italiani? Ma quali sono questi italiani che hanno paura di Gioacchino Genchi?

Quelli che hanno paura di Gioacchino Genchi sono quelli che hanno la coscienza sporca, e quelli che hanno la coscienza sporca sono quelli che mi hanno attaccato. E con questo attacco hanno dimostrato di valere i sospetti che io avevo su di loro. Anzi, più di quelli di cui io stesso mi ero accorto, perché devo essere sincero, probabilmente io avevo sottovalutato il ruolo di Rutelli nell'inchiesta Why not.

Rutelli ha dimostrato probabilmente di avere il carbone bagnato e per questo si è comportato come si è comportato. Quando ci sarà la resa della verità chiariremo quali erano i rapporti di Rutelli con Saladino, quali erano i rapporti del senatore Mastella, il ruolo di suo figlio, chi utilizzava i telefoni della Camera dei Deputati... chiariremo tutto! Dalla prima all'ultima cosa. Questa è un'ulteriore scusa perché loro dovevano abolire le intercettazioni, dovevano togliere ai magistrati la possibilità di svolgere delle intercettazioni considerati i risultati che c'erano stati, Vallettopoli, Saccà, la Rai eccetera, la procura di Roma immediatamente senza problemi però apre il procedimento nei confronti del dottor Genchi su cui non ha nessuna competenza a indagare, perché la procura di Roma c'entra come i cavoli a merenda. C'entra perché l'ex procuratore generale di Catanzaro ormai fortunatamente ex, ha utilizzato questi tabulati come la foglia di fico per coprire tutte le sue malefatte e poi le ha utilizzate come paracadute per non utilizzarle a Catanzaro, dove probabilmente il nuovo procuratore generale avrebbe immediatamente mandato a Salerno.
Perché in quei tabulati c'è la prova della loro responsabilità penale. Non della mia. Quindi, non li manda a Salerno che era competente, non li manda al procuratore della Repubblica di Catanzaro che avrebbe potuto conoscere quei tabulati e quello che c'era, non li manda al procuratore della Repubblica di Palermo dove io ho svolto tutta la mia attività ma li manda a Roma che non c'entra niente.

Quindi si va a paracadutare questi tabulati sbagliando l'atterraggio perché in una procura che non ci azzecca nulla. Perché tra l'altro in quei tabulati c'erano delle inquisizioni che riguardavano magistrati della procura della Repubblica di Roma! Su cui stavamo indagando. Ora la procura di Roma indaga su di me e sui magistrati della procura della Repubblica di Roma. Si è ripetuto lo scenario che accadde tra Salerno e Catanzaro e si è ripetuto lo scenario che era già accaduto tra Milano e Brescia all'epoca delle indagini su Di Pietro. Con la sola differenza che all'epoca si chiamava Gico l'organo che fece quelle attività, adesso si chiamano Ros, ma sostanzialmente non è cambiato nulla.

In ultima analisi dico che io sono comunque fiducioso nella giustizia. Hanno cercato di mettermi tutti contro, hanno cercato di dire ad esempio, nel momento in cui c'era un rapporto di collaborazione con la procura di Milano anche fra De Magistris e la procura di Milano, un'amicizia personale fra De Magistris e Spataro, che siano stati acquisiti i tabulati di Spataro. Assurdo! Non è mai esistita un'ipotesi del genere. Nemmeno per idea! Come si fa a togliere a De Magistris l'appoggio della magistratura associata? Diciamo che ha preso i tabulati di Spataro. Come si fa a mettere il Csm contro De Magistris? Diciamo che ha preso i tabulati di Mancino.

Adesso i Ros dicono che nei tabulati che io ho preso ci sono, non so quante utenze del Consiglio superiore della magistratura. Non abbiamo acquisito tabulati del Csm, sono i signori magistrati di cui abbiamo acquisito alcuni tabulati, quelli sì, tra cui alcuni della procura nazionale antimafia ben precisi, due, solo due, che hanno contatti col Csm.

Ha inquisito il Quirinale! Ma quando mai? Se però qualcuno del Quirinale ha chiamato o è stato chiamato dai soggetti di cui ci siamo occupati validamente, bisogna vedere chi dal Quirinale chi ha avuto contatti con queste persone, ma io non ho acquisito i tabulati del Quirinale. A parte che se fosse stato fatto sarebbe stata attività assolutamente legittima perché, sia chiaro, le indagini in Italia non si possono fare soltanto nei confronti dei tossici e magari che siano pure extracomunitari, oppure quelli che sbarcano a Lampedusa nei confronti dei quali è possibile fare di tutto, compresa la creazione dei lager.

La legge è uguale per tutti. Tutti siamo sottoposti alla legge! Perché sia chiaro. Questo lo devono capire. Nel momento in cui a questi signori li si osa sfiorare solo da lontano, con la punta di una piuma, questi signori si ribellano e distruggono le persone che hanno solo il coraggio di fare il proprio lavoro.
Gli italiani questo l'hanno capito. E hanno capito che questo dottor Genchi di cui hanno detto tutte le cose peggiori di questo mondo... e io adesso pubblicherò tutti i miei lavori, dal primo sino all'ultimo pubblicherò tutte le sentenze della Corte di Cassazione, delle Corti d'Appello, delle Corti di Assise, dei tribunali che hanno inflitto centinaia e centinaia di anni di carcere col mio lavoro.
Ma le sentenze di cui io sono più orgoglioso non sono le sentenze di condanna, ma sono le sentenze di assoluzione! Sono quelle persone ingiustamente accusate anche per lavori fatti dal Ros che sono state assolte grazie al mio lavoro e che rischiavano l'ergastolo! E che erano in carcere. Persone che erano in carcere perché avevano pure sbagliato l'intestatario di una scheda telefonica. E adesso questi signori vengono ad accusare me di avere fatto lo stesso lavoro che loro... ma non esiste completamente!
Tutte queste fandonie e la serie di stupidaggini che sono state perpetrate addirittura in un organismo che è il Copasir! Che si deve occupare dei servizi di vigilanza sulla sicurezza, non sui consulenti e sui magistrati che svolgono la loro attività sui servizi di sicurezza! Noi abbiamo trovato delle collusioni di appartenenti ai servizi di sicurezza, con delle imprese che lavorano per i servizi di sicurezza, che lavorano nel campo delle intercettazioni, che costruiscono caserme con appalti dati a trattativa privata per milioni di euro, noi stavamo lavorando su quello! Stavamo lavorando su quello e ci hanno bloccato perché avevano le mani in pasta tutti loro! Questa è la verità.

Questa è la verità e adesso mi hanno pure dato l'opportunità di dirla perché essendo indagato io non sono più legato al segreto perché mi devo difendere! Mi devo difendere con una procura che non ci azzecca nulla con la competenza, la procura di Roma, mi difenderò alla procura di Roma.

Però sicuramente la verità verrà a galla! E non ci vogliono né archivi né dati perché sono tre o quattro cose molto semplici. Le intercettazioni di Saladino utili saranno una decina, quando fu intercettato prima che De Magistris iniziasse le indagini, ma sono chiarissime! E l'attacco che viene fatto nei miei confronti parte esattamente dagli stessi soggetti che io avevo identificato la sera del diciannove luglio del 1992 dopo la strage di via D'Amelio, mentre vedevo ancora il cadavere di Paolo Borsellino che bruciava e la povera Emanuela Loi che cadeva a pezzi dalle mura di via D'Amelio numero diciannove dov'è scoppiata la bomba, le stesse persone, gli stessi soggetti, la stessa vicenda che io trovai allora la trovo adesso!
Ancora nessuno ha detto che io sono folle. Anzi, sarò pericoloso, terribile ma che sono folle non l'ha detto nessuno. Bene allora quello che io dico non è la parola di un folle perché io dimostrerò tutte queste cose. E questa è l'occasione perché ci sia una resa dei conti in Italia. A cominciare dalle stragi di via D'Amelio alla strage di Capaci. Perché queste collusioni fra apparati dello Stato servizi segreti, gente del malaffare e gente della politica, è bene che gli italiani comincino a sapere cosa è stata."

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mercoledì, 25 febbraio 2009

NEW YORK - L'economia americana è indebolita, la fiducia del paese è scossa, ma l'America si riprenderà e uscirà dalla crisi più forte di prima": con un appello bipartisan a rimboccarsi le maniche e a "ricostruire" tutti insieme il Paese, il presidente Barack Obama ha dato una iniezione di ottimismo agli Stati Uniti in recessione. "Il peso della crisi non determinerà il destino della nazione: le risposte ai nostri problemi non sono fuori dalla nostra portata. Esistono nei laboratori e nelle università, nei nostri campi e nelle nostre fabbriche, nell'immaginazione dei nostri imprenditori e nell'orgoglio dei nostri lavoratori, i migliori del mondo".

Questo in breve il primo discorso di Obama alle camere...  mentre gli Usa investono sulle energie rinnovabili, sulla ricerca, trasmettendo  fiducia , speranza e possibilità di cambiamento , l'Italia sigla un accordo per il nucleare, disincentiva la ricerca e crea condizioni di precariato che demotivano i lavoratori... l'Italia è vecchia : sono vecchi coloro che l'amministrano, chiusi nel loro universo non riescono a comprendere le esigenze della collettività cumulando un errore dopo l'altro... annientando la speranza di un cambiamento e la voglia di riscatto...

aequitas

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venerdì, 13 febbraio 2009

A volte un pò di silenzio serve..serve a riflettere imparando dai  propri errori e cambiare... in tempo!

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lunedì, 09 febbraio 2009

Appello dì Lorenza CARLASSARE, Andrea CAMILLERI, Furio COLOMBO, Umberto ECO, Paolo FLORES D'ARCAIS, Margherita HACK, Pancho PARDI, Stefano RODOTA':

"La vita di ciascuno non appartiene al governo e non appartiene alla Chiesa. La vita appartiene solo a chi la vive. Il decreto legge di Berlusconi, trasformato in disegno di legge dopo che il presidente Napolitano, da custode della Costituzione, ha rifiutato di firmarlo, vuole sottrarre al cittadino il diritto sulla propria vita e consegnarlo alla volontà totalitaria dello Stato e della Chiesa. Rendendo coatta l’alimentazione e l’idratazione anche contro la volontà del paziente, impone per legge la tortura ad ogni malato terminale.
Pur di imporre questa legge khomeinista, Berlusconi ha dichiarato che intende sovvertire la Costituzione repubblicana. E’arrivato ad oltraggiare una delle costituzioni più democratiche del mondo, la nostra, definendola “filosovietica”, mentre non perde occasioni per elogiare il suo “amico Putin”, ex-dirigente del Kgb. Al governo Berlusconi che ha ormai dichiarato guerra alla Costituzione repubblicana, è dovere democratico di ogni cittadino opporre un fermo “ora basta!”.
Per dire sì alla vita e no alla tortura, per dire sì alla Costituzione e no al progetto di dittatura oscurantista, per dire sì al Presidente che sostiene la Costituzione contro chi la viola, la svilisce, la insulta, chiediamo a tutti i democratici di auto-organizzarsi per una grande e pacifica manifestazione, senza bandiere di partito, solo con la passione e l’impegno civile di liberi cittadini, a Roma, a piazza Navona, sabato 14 febbraio alle ore 15.
Passa parola, la democrazia dipende anche da te".

aequitas

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domenica, 01 febbraio 2009

Paternò è la patria del ..."sapere", non inteso nella sua accezione più comune come conoscenza che  arricchisca, ma inteso come sapere tutto di tutti... perchè??  semplice curiosità?? perchè è pur sempre un paese e si sa alla gente piace "fare cortile"?? no !! troppo facile e fin troppo comodo... la verità è che alla gente piace che l'altro sia ricattabile.. il paternese- tipo pensa che tutti abbiano qualcosa da nascondere ,che tutti siano ricattabili ... così  si raccolgono informazioni al fine di utilizzarle qualora si venga attaccati... questo è il motivo della apparente indifferenza e rassegnazione di fronte a situazioni di emergenza come è quella dei rifiuti... la gente non riesce ad uscire di casa a causa della spazzatura che copre tutto, blocca le strade ... tutto ciò non scalda gli animi ,tutto ciò non spinge la gente a reagire!! eppure  non si tratta di questioni meramente politiche in cui il paternese medio non vuole immischiarsi per paura di essere ricattato, ma si tratta della nostra salute, si tratta di convivere con una situazione vergognosa che rappresenta l'effetto  della cattiva e irresponsabile  amministrazione della città.. paradossalmente anche questa situazione indecente agli occhi del paternese medio diviene normale, l'occhio del paternese si abitua a quell'indecenza e aspetta che sia qualcun altro a reagire  ... in tutto questo scempio devono esserci delle responsabilità!! il problema è proprio il fatto che non si paga per i danni arrecati, oggi arrecare danni paga e permette di fare carriera...

aequitas

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giovedì, 29 gennaio 2009

La giovinezza è meravigliosa... è l'età in cui per fortuna sei autorizzato a sognare... in cui non hai bisogno di  piegarti... in cui puoi vedere il mondo con i tuoi occhi e pensare perfino di volerlo cambiare... oggi ci viene sottratta anche questa possibilità ...oggi i giovani si rassegnano e pensano sia giusto che la loro voglia di cambiare venga sottoposta al vaglio dei più "grandi"... a Paternò una smania di conservatorismo fine  a se stesso controlla tutto...  non ho persone più "grandi" a cui affidarmi  ma per fortuna  i paradigmi della legalità e del rispetto sono dentro di me ... vorrei solo avere la possibilità di esprimerli senza cedere parte della mia dignità! non penso di volere troppo.. vorrei che a Paternò si creasse un'organizzazione di menti libere, giovani e fresche che vogliano farcela con le proprie forze , che rifiutano ogni aiuto e che riescano a costruire qualcosa di concreto ossservando le inefficenze e cercadno soluzioni ... non penso di pretendere la luna!!! eppure nella mia realtà risulta assai difficile e questa mia singolare  esigenza non viene compresa ...

 

aequitas

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domenica, 25 gennaio 2009

Mafia-antimafia... buoni - cattivi... corretti- scoretti... arroganti- discreti... bianco- nero...e in tutto questo continuo accanimento tra chi ha ragione e chi ha torto anche i valori che dovrebbero essere assoluti vengono relativizzati, la lotta alla mafia , la memoria di grandi uomini si riduce ad uno squallido scontro poilitico in cui vince chi è più arrogante e chi può mettere in difficoltà l'altro... cosi l'opinione pubblica , sfiduciata, viene  messa in  stato di perenne confusione ... Paternò dovrebbe schierarsi non come partitto singolo ma come collettività , come società civile contro ogni tipo di illiceità, contro ogni speculazione!! Invece la gente continua a tirare acqua al proprio  mulino ,continua a fare i propri interessi, cerca di non immischiarsi in cose del genere preferendo tutelarsi ,rimanendo "amica" con tutti e con nessuno!! meglio non schierarsi, meglio ridicolizzare la portata di eventi che dovrebbero scrollarci, meglio ridurre l'inefficienza  a mere beghe politiche, meglio lasciare  agli altri il compito di intervenire, meglio stare con la testa sotto la sabbia pensando che i veri problemi sono altri, pensando che , una volta ottenuto un pò di potere, sia normale colludersi, che è solo  questione di opportunità e CHE QUEI MORTI NON SONO SERVITI A NIENTE!!!!

aequitas

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giovedì, 22 gennaio 2009

"Io diventerò qualcuno.
Non studierò, non leggerò, a tutti voi dirò di no:
ecco perché diventerò qualcuno.
Se vuoi parlare un po' con me ti devo addare al mio MySpace.

Nel dopoguerra non c'era chi
urlava nei comizi più di un cherokee.
Non c'erano tv colme di Nembo Kid,
né radio attive come nubi a Chernobyl.
C'era l'uomo qualunque, sostenuto dal Fronte dell'Uomo Qualunque.
Nella schiena dei partiti affondò le unghie:
"Io non sono di destra nè di sinistra, sono un uomo qualunque!
E lo stato è demagogo, nel sistema bipolare non mi ci ritrovo.."
Oh, ferma tutto! Devo aver avuto un herpes,
dato che questo sfogo non mi è nuovo.
Vivo decenni dopo nello stesso clima,
che su questo fuoco getta più benzina;
ma non c'è più l'uomo qualunque,
tutti sono qualcuno, tutti sono in vetrina.
Il qualcunista milita in una banda che
prende piede se la prendi sotto gamba.
Gode come te quando ti stendi sotto Ramba,
ma è talmente finto che sembra un ologramma.
Partecipa al raduno di quelli che gridano "Italia uno!" poco prima di un programma.
Scrive recensioni di cd nel web
e non distingue Zenyatta Mondatta da Ummagumma.
È una farsa, ha una cultura scarsa,
ma non gli basta il ruolo della comparsa.
Prima parla per bocca di Giorgio Bocca,
poi la pensa come Giampaolo Pansa.
Lascia nei forum commenti di boria,
ma sì!, sono piccoli momenti di gloria.
Porta avanti una staffetta scorretta:
non passa il testimone ma passa a testimonial.

«Il Fronte dell'Uomo Qualcuno è il primo partito di questo paese. Grazie e arrivederci.»

Bene, adesso mister e miss
faranno del parlamento la Diaz del blitz.
Non distinguono il Foglio dal Manifesto,
del resto io non distinguo Libero da Gin Fizz.
La democrazia fa la fine del vip
che ritrova H.P. sull'uscio dell'hotel Ritz.
E siamo tutti nelle mani di chi?
Di questi che per diventare qualcuno cambiano nick?
Si, il Fronte dell'Uomo Qualcuno
ha voti al cubo, mamma che dolore al culo, lo appuro,
se questo è uno scherzo manca di sense of humor.
Uh, che manrovescio! Stiamo seppellendo nell'Endemol generation.
Devo aspettare di perdere il mio diritto di voto per guadagnare il diritto alla nomination?"( Caparezza)

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venerdì, 16 gennaio 2009

Qualche giorno fa la protezione civile metteva  in guardia la popolazione paternese per un imminente tromba d'aria, invitava i paternesi a chiudere imposte e finestre e fare attenzione.. beh la tromba d'aria non è arrivata ma bisogna ammettere che un tornado di altra natura sta investendo Paternò: le dimissioni di assessori e consiglieri piovono come caramelle e nonostante ciò nessun segno  di ammissione di  responsabilità politiche ... si tenta il rimpasto, si tenta  di nascondere un degrado latente che  è sotto gli occhi di tutti e che non può più essere nascosto dietro i  luoghi comuni ormai stantii... le scuole ,anche se nuove, cadono a pezzi e non resistono neanche al temporale e  le responsabilità non vengono fuori.. tanti danni , tanti pericoli , tante inefficenze per la popolazione paternese ma nessuna responsabilità e chi ne paga le conseguenze sono sempre i cittadini ... magari la prossima volta la gente attenzionerà di più il voto o magari no...chissà!!!

aequitas

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giovedì, 15 gennaio 2009

Gli "slogan" riecono ad arrivare alla gente in modo diretto e senza mezze misure... come tutti gli strumenti , a seconda dell'uso che se ne fa, possono  risultare più o meno buoni e più o meno utili ... gli slogan attirano l'attenzione del comune cittadino e raccolgono consensi... veniamo catapultati giorno dopo giorno in una realtà che somiglia sempre più ad uno spot telesivo ... così i politici comunicano a colpi di   slogan , le lotte vengono condotte a suon di slogan, i valori vengono ridotti  a meri slogan... e di regola la gente cede facilemnete e si lascia condizionare ...anche gli slogan sono positivi,tuttavia devono essere  accompagnati dai fatti, dalle azioni e dai risultati,  devono essere attualizzati e attuati nella realtà. Nonostante le massime generali  abbondino, nella maggior parte dei casi tali  massime stentano a trovare attuazione nella realtà concreta... pensiamo ad esempio all'antimafia: tutti si proclamano assertori convinti dell' anti  - mafia eppure la mafia c'è , le amministrazioni entrano in crisi a causa di componenti i cui comportamenti non si caratterizzano per la spiccata liceità ,nonostante ciò  si continua con gli  slogan ,come si può dire di lottare contro la criminalità organizzata se si è implicati direttamente o indirettamente? Così tutti proclamano a gran voce di sostenere la tutela dell'ambiente  e poi non riescono neanche ad impegnarsi nel loro piccolo a fare la  raccolta differenziata, o non vengono erogati   i servizi affinchè  la gente possa impegnarsi...così tutti condannano  il voto di scambio e poi non esitano a farsi ricattare dando il loro voto a chi gli promette qualcosa... forse il problema è proprio l'ipocrisia , viviamo di slogan che non riusciamo a trasformare in realtà, il coraggio sta nell' appoggiare quello slogan nella vita reale rifiutandoci ad esempio di dare il voto a quel soggetto poco affidabile, impegnandoci a fare la raccolta dofferenziata, denunciando e ghettizzando chi è implicato con organizzazioni criminali di qualsiasi genere, solo così potremmo dire a gran voce:-"ehi IO sono contro il voto di scambio, contro la mafia e per la tutela dell'ambiente!!!"

aequitas

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domenica, 11 gennaio 2009
"Anche se il nostro maggio
ha fatto a meno del vostro coraggio
se la paura di guardare
vi ha fatto chinare il mento
se il fuoco ha risparmiato
le vostre Millecento
anche se voi vi credete assolti
siete lo stesso coinvolti.

E se vi siete detti
non sta succedendo niente,
le fabbriche riapriranno,
arresteranno qualche studente
convinti che fosse un gioco
a cui avremmo giocato poco
provate pure a credevi assolti
siete lo stesso coinvolti.

Anche se avete chiuso
le vostre porte sul nostro muso
la notte che le pantere
ci mordevano il sedere
lasciamoci in buonafede
massacrare sui marciapiedi
anche se ora ve ne fregate,
voi quella notte voi c'eravate.

E se nei vostri quartieri
tutto è rimasto come ieri,
senza le barricate
senza feriti, senza granate,
se avete preso per buone
le "verità" della televisione
anche se allora vi siete assolti
siete lo stesso coinvolti.

E se credente ora
che tutto sia come prima
perché avete votato ancora
la sicurezza, la disciplina,
convinti di allontanare
la paura di cambiare
verremo ancora alle vostre porte
e grideremo ancora più forte
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti,
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti. "
( canzone del maggio- De Andrè)
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mercoledì, 07 gennaio 2009

DA "AGORA VOX":

Nessun bando e nessuna gara d’appalto: ecco la vittoria del sistema clientelare.

Mentre l’attenzione pubblica e mediatica si concentra su quello che è ormai definito “sistema Romeo”, il governo Berlusconi inserisce tra le righe di una delle ultime leggi-flash poche righe semi-nascoste che disintegrano la legalità, la trasparenza e la legittima concorrenza degli appalti assegnati da comuni, province, regioni o dallo Stato stesso. Al danno si aggiunge perciò la beffa: proprio quando vengono messe alla luce tecniche apposite per vincere appalti pubblici in apparenza regolari utilizzando conoscenze politiche e imprenditoriali, il capo d’accusa ai danni dell’imprenditore Romeo viene praticamente preso a far parte del sistema legislativo italiano. La legge 201 del 22 dicembre 2008 dà infatti la possibilità alle stazioni appaltanti di affidare lavori con un importo compreso tra i 100.000 e i 500.000 euro senza ricorrere a gare, bandi e controlli formali. Il dibattito al Senato verteva sulla necessità, come sempre definita improrogabile, di rendere più veloci e facilmente avviabili i lavori pubblici d’Italia.

Nessuno tra i banchi della maggioranza ha pensato però quali potessero essere le controindicazioni del decreto-legge, approvato solo qualche giorno dopo dal Parlamento. Il sistema clientelare, che soprattutto nel Mezzogiorno decide di fatto da che parte debba schierarsi il bacino elettorale di gente, cui i politici nostrani offrono mazzette e promesse di lavoro, può ora definirsi sistema nazionale. Non sarà necessario neppure truccare appalti, cosa non insolita di questi tempi: da ora, gli amici degli amici avranno campo libero e guadagni assicurati. Basterà una piccola raccomandazione (a suon di soldi o di minacce) presso il politico locale di turno per ottenere l’affidamento di lavori, per i quali prima erano richieste, attraverso pubblico e regolare bando, una serie di documentazioni che attestassero la compatibilità della società partecipante, nonché una determinata percentuale di ribasso sull’originario importo di base d’asta.

Mafia, camorra, ‘ndrangheta, piccole e grandi associazioni a delinquere, sono state ad osservare il tutto e, dopo la firma del Guardasigilli Angelino Alfano, hanno esultato e brindato.

Unica, ma a questo punto banale, nota positiva è da considerarsi l’emendamento proposto dai senatori del PD, accettato (a malincuore) anche dalla maggioranza: il limite per una stessa società di superare nell’arco di un anno l’importo di 500.000 euro”. Ma il trucco è facilmente intuibile e diversamente applicabile: più lavori possono ottenerli varie ditte, precedentemente accordate o comunque facenti riferimento (naturalmente non direttamente) alla stessa persona; sono oppure facilmente costituibili associazioni d’impresa, candidabili ad esser scelte attraverso il meccanismo dei prestanome. La torta dei lavori in ogni caso sarà necessariamente divisa tra gli amici e in modo più facile rispetto al sistema dei bandi, dell’asta e dei controlli a cui prima dovevano sottoporsi tutte le aziende interessate a lavori superiori ai 100.000 euro.


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sabato, 03 gennaio 2009

Che c'è di male nel  vedere il mondo  come noi vorremmo che sia, come noi crediamo sia migliore e più giusto, che c'è di male nell'osservare le cose e vederle trasfigurate... vederle come vorremmo che siano, che c'è di male nel constatare che la corruzione e l'ingiustizia esistono e non sono entità astratte da tirare fuori dal cassetto in tempo di elezioni... che c'è di male nel  credere in valori che potrebbero migliorare le cose, che c'è di male  nel distinguere il bene dal male, le cose giuste da quelle sbagliate,che c'è di male nel  condannare chi cede a facili compromessi , che c'è di male nel guardare il mondo coi nostri  occhi? A volte chiudiamo gli occhi ... accecati dal bagliore di parole e pensieri che non brillano di luce propria,  ci lasciamo offuscare la visuale dagli altri, a volte per pigrizia lasciamo che gli altri cerchino la verità al nostro  posto rassegnandoci a verità a basso costo che non ci appartengono... 

by aequitas

postato da: aequitas86 alle ore 14:33 | Permalink | commenti (1)
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